Visualizzazione post con etichetta strazio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta strazio. Mostra tutti i post

domenica 26 aprile 2026

Qual è l'odore della notte?

Qual è l'odore della notte, quando il sole non inonda più l'aria coi suoi profumi di luce e di attività?

Qual è l'odore della notte, quando il fresco effonde la sua fragranza su tutto ciò che è all'aperto, su tutto ciò che non è chiuso?

Qual è l'odore della notte, quando ti affacci alla finestra per respirare una quiete che forse non riesci a trovare dentro di te?

Qual è l'odore della notte, quando cerchi in essa e nel suo profondo respiro quella pace che non hai, quella serenità che la tristezza ti riempie di lacrimose coppelle, quel balsamo alle tue ferite che il tuo riflettere non amalgama per spalmarlo ma diluisce nell'acqua corrente dello strazio e della nostalgia?

Qual è l'odore della notte, quando le strade sfumano nel silenzio, quando i colori sfumano nell'oscurità, quando la tua presenza nel mondo sfuma in una muta solitudine?

Qual è l'odore della notte, che tu aspiri coi polmoni del corpo e con quelli dell'anima, per rinvigorire le tue membra e per tonificare il tuo essere vivo?

venerdì 10 aprile 2026

Petalo stanco

Petalo stanco,

      passano i giorni e il tuo colore svanisce.


Petalo stanco,

      ormai su di te il bianco della morte ha soppiantato il rosso, il rosa o il giallo della vita.


Petalo stanco,

      fra un po' ti staccherai e con leggerezza planerai sulla terra accogliente d'un vaso o d'un campo.


Petalo stanco,

      la tua agonia strazia l'anima e la riempie del ricordo in cui la tua pienezza cromatica era stimolo e inno di speranza e di vita, e questo contrasto ancor più straziante rende il tuo scivolare lungo il declino fatale, come se il tuo colore ti fosse strappato da artigli rapaci, senza che tu abbia la forza neppure di proferire un acuminante lamento.

sabato 21 febbraio 2026

Parole e silenzio

Parole che mentono o che sono inadeguate ad esprimere gli stati dell'anima, i moti dell'anima.

Parole destinate a perdersi, forse con qualche effimera eco, che farà scemare nel vento l’urlo disperato o la rassegnata amarezza di chi le ha pronunciate.

Parole sorte dal silenzio e destinate ad essere assorbite dal silenzio, nell’indifferenza di chi dovrebbe ascoltare o con la gratitudine di chi ha voluto sentirle.

Un silenzio che ha i suoi suoni, dolci come quelli dell'armonia e della beatitudine o acuti, striduli come quelli dello strazio e dell'incomunicabilità.

Un silenzio che è metafora della notte, illuminata o meno dalla luna e dalle stelle.

Che le nuvole della cupezza e della freddezza altrui non entrino mai nel silenzio a frapporsi fra noi e la nostra luna, fra noi e le nostre stelle.


giovedì 5 febbraio 2026

Oscure nubi dal cielo incombono

Oscure nubi dal cielo incombono: tetri presagi di morte si presentano all'anima si presentano, nonostante la loro realtà di fenomeno fisico.

Oscure nubi dal cielo incombono: non scaturirà dalle loro cateratte  un rinfrancante stillare di morbide gocce ma un’acida pioggia che l'anima corroderà con nuovi dolori o facendo crescere strazi già presenti in essa.

Oscure nubi dal cielo incombono: emettono un muto rumore, scricchiolanti gemiti di diga pronta a cedere e a travolgere fragili spemi.

Oscure nubi dal cielo incombono: angoscioso e spesso sipario che col suo pesante silenzio impedisce all'udito dell'anima di percepire l'allegro gorgogliare dei raggi del sole e che, prima o poi, prenderà il loro posto.

Oscure nubi dal cielo incombono: peccati commessi che Dio potrà anche perdonare ma che peseranno per sempre sull’anima del peccatore veramente pentito.

sabato 10 gennaio 2026

Notti

Notti in cui le stelle sono gocce di luce, che cade leggera come calda pioggia.

Notti in cui la luna ci induce a nostalgie che il giorno poi sloggia.

Notti in cui il respiro rallenta, diventando sereno e profondo,

Notti in cui nell'anima aumenta il disio del sacro, del silenzioso ascolto di Dio.

Notti che puoi dedicare all'ascolto di quello ch'è stato  il tuo passato: un ricordo che hai appena raccolto può riportarti ad un tempo andato, in cui qualcuno affetto t'ha tolto, in cui qualcuno amore t'ha dato.

Notti in cui il male che hai compiuto in pensieri, parole, opere ed egoistiche omissioni ti assale, ti strazia, ti artiglia, ti dilania e solo il sonno ti reca sollievo annunciandosi col suo benigno torpore e facendoti sprofondare in qualche ora di pace.


venerdì 12 dicembre 2025

Mesto ritorno

Mesto ritorno, quello dal luogo dove hai accompagnato un tuo caro al freddo luogo del suo eterno riposo.

Le strade spalancano davanti al tuo pianto cartelli che ti dicono che la tua vita non sarà più come prima, sarà amputata di un sorriso, di una voce, di una colonna a cui appoggiarti.

Lo strazio dei giorni appena passati prolunga la sua crudele eco nei dì che inesorabili attendono il tuo domani.

Il sostegno e la vicinanza di chi è venuto a sorreggere le tue lacrime non placano ma ingigantiscono il tuo dolore.

Lo spazio aperto del tuo futuro non è più prateria ma steppa, non più estensione di aiuole ma zolle aride e brulle.

Mesto ritorno, quello dal luogo in cui tornerai a coltivare il grato ricordo innaffiandolo in silenzio con lacrime e preci.


giovedì 6 novembre 2025

L'oscuro t'avvolge


L'oscuro t'avvolge, forse sfumando da un lento tramonto, forse con l'istantaneità di un flash che t'acceca.

Rimani immobile: sorpresa o paura che sia, non vedi più, non ti muovi più, non articoli più pensieri.

Ma è solo un attimo, un istante necessario a calarti nella dimensione del buio.

Anche il buio ha una sua luce; anche il buio ha i suoi colori, le sue sfumature.

Il buio è solo una diversa coltre, spessa, meno trasparente, ma la mente vede attraverso di esso, vede un passato macchiato di errori che inducono rimorsi e costellato di vuoti che inducono strazio, e immagina un futuro che, come tale, ancora non c’è.

Lo sguardo s'abitua a distinguere particolari luminosi, che a poco a poco diventano insieme coerente; è come un quadro dai cupi colori: a poco a poco, lo osservi con più attenzione, ti avvicini ad esso e scopri riflessi cromatici più chiari e forme nitide che prendono forma dall'oscurità informe.

La mente supera gli ostacoli del sipario calato, delle luci spente del conosciuto, e scava dentro l'anima come dentro i concetti irrisolti, le questioni irrisolte, le domande che sembrano negarsi risposte che si celano oltre il buio.

L'anima s'apre a meditazioni spesso negate dalla luce del mondo, dai lumi del quotidiano.

L'oscuro t'avvolge ma non per accecarti, per immobilizzarti, per ingabbiarti: ti dà un'occasione per affinare una vista che ti sarà utile anche quando le tue torce del giorno dovessero affievolirsi o venire meno.

L'oscuro ti fa imparare a vedere in cantine, grotte, tane e caverne, rendendoti poi in grado di vedere meglio ciò che dal suolo emerge e dalle stelle è soffusamente inondato. 


mercoledì 29 ottobre 2025

Le ferite rimangono aperte

Le ferite rimangono aperte, con illusorie cicatrici che svaniscono all'emergere dei ricordi, riaprendo labbra su carni di strazio.

I vuoti rimangono abissali, con caduche coperte che li nascondono come nebbia che si dissolve all'emergere del sole del vissuto.

Gli errori, i peccati, rimangono vivi nell’anima, salici piangenti dotati di spine che si piantano in essa quando soffia il vento del rimorso.

Ma si va avanti lo stesso, sperando che le nostre suole ci proteggano dalle pietre acuminate di cui è cosparso il sentiero della vita, pur sapendo che solo camminando scalzi potremo espiare le nostre colpe.

Le ferite rimangono aperte e tali ce le porteremo dietro lungo la via e i giorni che ci restano.

Il mondo distrae, gli affetti distraggono, ma il dolore che esse procurano durerà per sempre.

lunedì 29 settembre 2025

Gelido vento


Gelido vento proviene da un orizzonte che ne nasconde la fonte.

Sferza la faccia, come i dolori della vita sferzano l'anima.

Lo sguardo solitario spazia davanti per accogliere senza timore artiche folate: non è il futuro a fare paura; è il passato che implacabile incombe alle spalle con le sue lame aguzze d’indifferenza e d’ingratitudine che feriscono l'anima.

Gelido vento: brividi che crudeli echeggiano i singulti dello strazio che si provano nel cuore.

venerdì 4 aprile 2025

Continua a regalarmi, mente mia

Continua a regalarmi, mente mia, il tuo essere tramite fra la mia anima e i miei sguardi del mondo.

Continua a regalarmi, mente mia, la capacità di vedere i dolori e le gioie negli esseri viventi che mi hanno circondato e in quelli che mi circondano.

Continua a regalarmi, mente mia, il flusso ritornante dei ricordi, che danno un senso al mio essere vivo.

Continua a regalarmi, mente mia, quella Ragione che mi consente di dare utilità a sensazioni ed emozioni.

Continua a regalarmi, mente mia, l'apertura della porta che consente alla mia anima di trasferire al mio viso i suoi sorrisi, i suoi strazi, le sue risa, le sue lacrime.

Continua a regalarmi, mente mia, la capacità di sentirmi vivo in questo mondo ma anche di essere proiettato in un mondo non caduco, infinito, eterno.