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martedì 13 gennaio 2026

Nuvole

Nuvole che vagano libere nel cielo senza confini, metafora del nostro navigare nell’Universo.

Nuvole che a volte annunciano la tempesta, come un fato nemico che concentra su di noi eventi che portano la targa della sfortuna.

Nuvole che a volte vengono ad attenuare il caldo torrido indotto dal sole e a preannunciare la benedizione della pioggia, che recherà sollievo alla terra increspata dalla siccità.

Nuvole dell’umiltà, di cui abbiamo bisogno per essere riparati dai raggi accecanti e inaridenti della vanità, della presunzione e dell’arroganza.

Nuvole che col loro contrasto rendono più dolce la luce del sole e ce la fanno godere di più.

Nuvole che vengono e che vanno, inafferrabili come un sogno, ma che ci lasciano con la promessa che altre nuvole, altri sogni, verranno presto a portare conforto nella nostra vita.

Nuvole che vengono e che vanno, come gli amici che hanno rallegrato con la loro presenza un giorno della nostra vita e che hanno proseguito nel loro cammino, mentre noi ci siamo fermati alla nostra meta o abbiamo rallentato vedendoli allontanarsi: amici che hanno ripreso a vagare nella prateria dell’esistenza, scomparendo dal nostro orizzonte e lasciando dentro di noi la persistente dolcezza dei ricordi e la quieta ma insieme amara malinconia di saperli ormai distanti da noi.

Nuvole che impediscono all’anima di vedere Dio e obbligano a camminare lungo un cammino terreno poco illuminato e disseminato di occasioni di peccato: nuvole che solo la fede e la preghiera possono diradare; peccati che solo il pentimento e l’espiazione possono essere almeno in parte smacchiati consentendo di vedere meglio quel sole che è il Padre di tutti, di sentire accanto a sé il Figlio e la Beata Vergine Maria, e di essere investiti da quel rinvigorente vento che è lo Spirito Santo.


domenica 9 novembre 2025

Luci


Luce nera, che frantuma la roccia del vivere, incendiandolo del dolore assoluto, del dolore che con te contrae matrimonio indissolubile: dolore di  incolmabili vuoti e di strazianti rimorsi.

I tuoi appigli via si sfilano dalle tue mani scivolose di pianto, che più non trattengono le gioie del passato.

Luce nera, destinata però a diluirsi nella Luce, che nell’anima continua a viaggiare con le sue particelle prive di materia ma colme di Dio.


Luce bianca, che non può essere vista dall’anima che non vede più la persona cara ma che continua la sua invisibile corsa e infonde di splendore chi più non calca il palcoscenico terreno.

I tuoi occhi vedono e da essi scendono lacrime di gratitudine per chi non c’è più.

Luce bianca, che ti fa vedere con chiarezza i tuoi errori, i tuoi peccati, mentre tu acquisisci contezza della giustezza dell’espiazione che prende la forma di strazio che non ti abbandona a causa del peso delle tue mancanze.

lunedì 3 novembre 2025

Le strade sono bagnate


Le strade sono bagnate, in questo crepuscolo mattutino in cui il buio notturno non vuole cedere il posto alla luce del giorno, il cui il dolore non vuole cedere il posto alla gioia di vivere.

Le strade sono bagnate, in questa mattina d’autunno quasi invernale in cui non sai se al suolo s’è depositata una rugiada annunciante la primavera oppure la consueta gelata invernale, in cui non sai ancora se il sipario della cupa cupola sopra di te nasconde un sole che l’animo riscalderà oppure grigie nuvole che la loro triste ombra sul tuo capo chino proietteranno.

Le strade sono bagnate e ancora non sai se Febo le asciugherà oppure se un siderale vento trasformerà il sottilissimo acqueo strato in infida lastra.

Di sicuro, il gelido vento che dalla lontana valle sul tuo balcone soffia ti schiaffeggia la faccia come il ricordo dei tuoi peccati ti schiaffeggia l’anima e lo strazio la artiglia come inizio di espiazione, come anticipo di Purgatorio. 

mercoledì 29 ottobre 2025

Le ferite rimangono aperte

Le ferite rimangono aperte, con illusorie cicatrici che svaniscono all'emergere dei ricordi, riaprendo labbra su carni di strazio.

I vuoti rimangono abissali, con caduche coperte che li nascondono come nebbia che si dissolve all'emergere del sole del vissuto.

Gli errori, i peccati, rimangono vivi nell’anima, salici piangenti dotati di spine che si piantano in essa quando soffia il vento del rimorso.

Ma si va avanti lo stesso, sperando che le nostre suole ci proteggano dalle pietre acuminate di cui è cosparso il sentiero della vita, pur sapendo che solo camminando scalzi potremo espiare le nostre colpe.

Le ferite rimangono aperte e tali ce le porteremo dietro lungo la via e i giorni che ci restano.

Il mondo distrae, gli affetti distraggono, ma il dolore che esse procurano durerà per sempre.

domenica 26 ottobre 2025

Lasciatemi morire

Lasciatemi morire,

lasciatemi andare

verso la foce dell’Eternità,

in questo momento della vita

in cui il mio passato, il mio vissuto,

è un magigno che le mie spalle

non riescono più a portare.

 

Lasciatemi morire

ma senza consolarmi,

perché i miei errori,

i miei peccati,

il mio egoismo

non meritano conforto.

 

Lasciatemi morire

ma in modo naturale,

perché se rinunciassi alla vita

per una mia decisione

sarebbe una vile fuga

per evitare le sofferenze

e lo strazio che merito

di patire fino alla fine,

sarebbe il rifiuto dell’espazione

che devo affrontare fino in fondo.

 

Lasciatemi morire

ma non ora,

perché chi mi vuole bene

non merita di soffrire

per evitare a me questa sofferenza,

 

anche se non anelo più al sole

ma alla notte,

a una notte senza stelle.