sabato 21 febbraio 2026

Parole e silenzio

Parole che mentono o che sono inadeguate ad esprimere gli stati dell'anima, i moti dell'anima.

Parole destinate a perdersi, forse con qualche effimera eco, che farà scemare nel vento l’urlo disperato o la rassegnata amarezza di chi le ha pronunciate.

Parole sorte dal silenzio e destinate ad essere assorbite dal silenzio, nell’indifferenza di chi dovrebbe ascoltare o con la gratitudine di chi ha voluto sentirle.

Un silenzio che ha i suoi suoni, dolci come quelli dell'armonia e della beatitudine o acuti, striduli come quelli dello strazio e dell'incomunicabilità.

Un silenzio che è metafora della notte, illuminata o meno dalla luna e dalle stelle.

Che le nuvole della cupezza e della freddezza altrui non entrino mai nel silenzio a frapporsi fra noi e la nostra luna, fra noi e le nostre stelle.


martedì 17 febbraio 2026

Pagina bianca

La mente è occupata da mille pensieri: gioiosi od opprimenti che siano, essi ostruiscono il flusso che dall’inconscio fa sorgere le idee, le parole, le frasi.

Un tempo ti sforzavi invano di forzare quel granitico blocco. L’età ora ti infonde saggezza e ti fa capire che l’ostinazione non paga.

Cerchi di liberare la mente affinché la scrittura che senti hai fatto nei meandri del tuo inconscio possa emergere sotto forma di parola.

Ma la pagina bianca non ti fa più paura: se non riesci scalfirne il candore con i tratti scritti di penna o tastiera, vuol dire che non sei abbastanza sereno oppure che dentro di te le frasi non hanno ancora preso la giusta forma.

E allora non insisti: riponi il foglio o spegni il pc, conscio che il tuo inconscio continua ad elaborare scrittura, a scolpire il blocco di marmo dentro cui il tuo libro è ancora prigioniero.

Ti metti a far altro: azioni quotidiane oppure ascolto di musica o lettura o persino scrittura di altri testi. Chi lo sa? Magari ricevendo nuove informazioni dall’esterno, la parte inconscia di te riuscirà a fornirti l’output che ancora non vedi.

Devi solo aspettare, sereno: prima o poi l’output, l’idea, l’illuminazione ti dirà che è giunta l’ora di riempire di parole la pagina bianca.


Ispirata dalla teoria decostruzionista di Jacques Derrida, secondo cui la “scrittura” precede la “parola”.


giovedì 5 febbraio 2026

Oscure nubi dal cielo incombono

Oscure nubi dal cielo incombono: tetri presagi di morte si presentano all'anima si presentano, nonostante la loro realtà di fenomeno fisico.

Oscure nubi dal cielo incombono: non scaturirà dalle loro cateratte  un rinfrancante stillare di morbide gocce ma un’acida pioggia che l'anima corroderà con nuovi dolori o facendo crescere strazi già presenti in essa.

Oscure nubi dal cielo incombono: emettono un muto rumore, scricchiolanti gemiti di diga pronta a cedere e a travolgere fragili spemi.

Oscure nubi dal cielo incombono: angoscioso e spesso sipario che col suo pesante silenzio impedisce all'udito dell'anima di percepire l'allegro gorgogliare dei raggi del sole e che, prima o poi, prenderà il loro posto.

Oscure nubi dal cielo incombono: peccati commessi che Dio potrà anche perdonare ma che peseranno per sempre sull’anima del peccatore veramente pentito.

lunedì 26 gennaio 2026

Oltre l'orizzonte

Oltre l’orizzonte dev'esserci qualcosa, che noi non riusciamo a immaginare.

Qualcosa che con la forza della speranza o della disperazione desideriamo ci sia.

Qualcosa che non vediamo con gli occhi della fredda Ragione ma sentiamo nel caldo cuore dell’anima.

Qualcosa che ci porterà a scrutare un altro orizzonte. formulando la stessa speranza e la stessa ipotesi ammantata dell'imperativo categorico: dovrà esserci qualcosa anche oltre quel nuovo orizzonte.

Oltre l’orizzonte troveremo alla fine la certezza di trovare Dio.


giovedì 22 gennaio 2026

Oggetti

Oggetti fabbricati dall’uomo per esigenze quotidiane della vita che scorre o per dare forma a un pensiero, a un’idea, a un sentimento, a un’emozione, forma che rimanga oltre la vita che scorre.

Oggetti intagliati, assemblati, ottenuti da fusione, per aiutare o per ostacolare, per salvare o per uccidere, per soddisfare chi li fa o per regalare ad altri un momento di gioia.

Oggetti diventati tali da materia modificata, trasformata, trasfigurata, che ha acquisito in sé la spiritualità di chi li ha fatti o donati, che ha assorbito in sé tutto l’amore di chi di qualcosa s’è privato per dare felicità ad una persona cara.

Oggetti custoditi con amore e riconoscenza immutati per ricordare i gesti d’affetto che ne furono all’origine oppure dimenticati, trascurati, gettati via, con un’indifferenza che è specchio veritiero dell’ingratitudine. 

sabato 17 gennaio 2026

Oceani

Oceani che ti circondano, spazi infiniti in cui a trecentosessanta gradi non vedi altro che una liquida distesa azzurra, che ti dà smarrimento e che ti costringe a fare i conti con i tuoi limiti, con la tua solitudine, con la tua precarietà.

Oceani in cui navighi, spesso a vista, guidato dall’istinto, altre volte con l’ausilio delle bussole o delle stelle che la vita ti mette a disposizione, bussole che sono persone che ti stanno vicine coi loro consigli e stelle che sono saggi che ti orientano da lontano, nel tempo e nello spazio, con il loro esempio, con le loro parole.

Oceani di gente, in mezzo a cui sei immerso, che fluidamente sfiorano il tuo scafo senza che tu riesca a trattenerne che poche gocce sul palmo della mano, senza che tu possa berne la vicinanza e la compagnia.

Oceani di carta, in cui sei abbracciato da frasi, pagine, che ti fanno pensare suggerendoti cose che non sapevi, nuove idee con cui confrontarti, emozioni e sentimenti da altri provati e in cui puoi specchiarti.

Oceani di sogni, in cui nuoti o forse annaspi avendo davanti la profondità dell’inconscio che si rivela ad occhi chiusi e l’immensità dell’immaginazione che puoi cavalcare ad occhi aperti.


giovedì 15 gennaio 2026

Occhi

Occhi neri: il buio che seduce, l’ignoto che attira, la sete di conoscenza e di esperienze che ti attira verso il non ancora conosciuto, verso il non ancora provato.

Occhi azzurri: la tensione verso il cielo, verso la leggerezza, verso la libertà, il fascino del mare, della profondità, dell’immersione in mondi diversi dal tuo, la serenità che sopra di te e sul mondo sta vegliando Dio.

Occhi verdi: il tuffo nella vita, nella prodigiosa architettura vegetale, nella Natura, il germogliare di pensieri, idee, progetti, all’insegna della speranza.

Occhi castani: la maturità delle piante ormai adulte, la serenità di chi accetta il proprio tramonto, la dolce tristezza delle cose passate e ormai proiettate in un tempo breve.

Occhi grigi: l’amarezza di una vita segnata dagli acidi solchi del dolore e delle delusioni, la perdita della speranza ormai assente lungo la teoria di giorni da consegnare alla noia e alla solitudine, l’offuscarsi del futuro ormai proiettato verso la parola “fine”.

Occhi arrossati: effetto del pianto, ustione dei rimorsi per i peccati che hai commesso, fiamme che ti danno le amate immagini dei tuoi cari perduti con la consapevolezza che rimani scottato dal vuoto che hanno lasciato in te.