venerdì 10 aprile 2026

Petalo stanco

Petalo stanco,

      passano i giorni e il tuo colore svanisce.


Petalo stanco,

      ormai su di te il bianco della morte ha soppiantato il rosso, il rosa o il giallo della vita.


Petalo stanco,

      fra un po' ti staccherai e con leggerezza planerai sulla terra accogliente d'un vaso o d'un campo.


Petalo stanco,

      la tua agonia strazia l'anima e la riempie del ricordo in cui la tua pienezza cromatica era stimolo e inno di speranza e di vita, e questo contrasto ancor più straziante rende il tuo scivolare lungo il declino fatale, come se il tuo colore ti fosse strappato da artigli rapaci, senza che tu abbia la forza neppure di proferire un acuminante lamento.

martedì 7 aprile 2026

Perdite

Siamo noi che perdiamo il tempo oppure è il tempo che perde noi, in quanto non rallenta per sincronizzare il suo cammino con noi?

Siamo noi che perdiamo le opportunità della vita oppure è la vita che perde noi, in quanto non si ferma ad aspettarci?

Siamo noi che perdiamo la persona amata oppure è la persona amata che perde noi, in quanto guarda solo alle sue esigenze?

Siamo noi che perdiamo gli amici oppure sono gli amici che perdono noi, in quanto si dimenticano presto che l’amicizia è un cammino da percorrere insieme e non una corsa che si può fare da soli seminando nel passato persone che hanno bisogno di fermarsi e che non vengono aspettate?

Domande forse retoriche, forse senza risposta.

lunedì 6 aprile 2026

Perché la notte?

Perché la notte ispira cupi o tristi pensieri?

Perché la notte ispira canzoni di riflessioni profonde?

Perché la notte ha ispirato più di una canzone del Maestrone?

Perché la notte è buio, è silenzio, e costringe l'essere pensante a fare i conti con se stesso e con la sua presenza nel mondo.

Perché la notte è ricerca del senso della vita, del senso della Verità, del senso di tante malinconie che sgorgano dai ricordi e dei tanti pianti che sgorgano dai rimorsi.

sabato 4 aprile 2026

Perché avere paura di Ade?

Perché avere paura di Ade, temuto custode d’anime che tutti noi inesorabile attende, quando spesso gli Inferi li viviamo in questa vita?

Perché avere paura di Ade e del suo cavernoso regno, quando l'assenza di persone care che a noi più non torneranno riempie le nostre ore di vuoti ancora più oscuri?

Perché avere paura di Ade, che misterioso è appostato oltre la porta finale del nostro terreno cammino, quando l'orizzonte del domani cela scenari di vita ugualmente oscuri?

Perché avere paura di Ade e immaginarcelo come monarca del regno di dolore e di espiazione, quando forse altro non è che albergatore di stanze adibite al sereno ed eterno riposo per noi che, liberati dal corpo, diventeremo puro spirito, anime libere che solo la letteratura antica ha dipinto come ombre tristi? Che tristezza ci può mai essere nel ritrovare i cari che abbiamo perduto?

Perché avere paura di Ade e immaginarcelo come monarca dell’inghiottente abisso dentro cui tutto perderemo, quando potrebbe essere il giardiniere del celeste prato illuminato dall'alba eterna, dove ritroveremo tutto e, soprattutto, tutti?

venerdì 3 aprile 2026

Perché avere paura?

Perché avere paura della notte, quando il giorno è pieno di insidie?

Perché avere paura del buio, quando le trappole si nascondono anche alla luce del sole?

Perché avere paura degli sconosciuti, quando le persone note si apprestano a pugnalarti alla schiena?

Perché avere paura della morte, quando spesso è la vita a ucciderti? 


giovedì 2 aprile 2026

Pensieri dalle fiamme eterne

Pensieri dalle fiamme eterne, che si alimentano nel ricordo: ribellione al fato, rifiuto di arrendersi alla ragionevolezza dell’accettazione dell’inevitabile. Forse è una lotta contro i mulini a vento ma vivere senza lottare, senza ribellarsi, non è vivere: è morire anzitempo.

Pensieri dalle fiamme eterne, la cui luce accecante, bassa come quella del sole in un tramonto d’estate, ostacolerà sempre i nostri passi lungo il sentiero della pace. Nessuna battaglia, del resto, va combattuta in carrozza: bisogna pugnare, soffrire, rischiare, forse anche morire.

Pensieri dalle fiamme eterne, che ustionano l’anima, che nel suo ribollire continua disperata a chiedere giustizia e riparazione, a patire rimpianti e rimorsi.

Pensieri dalle fiamme eterne, che non è però detto che siano anticipo d’Inferno ma discesa su di noi dello Spirito Santo.


martedì 31 marzo 2026

Pensare all'Eternità guardando al vissuto

Pensare all'Eternità guardando al vissuto, in cui persone conosciute, emozioni provate e azioni compiute sono i mattoni di ciò che siamo.

Procedere nell'irrefrenabile corrente della vita costruendo esperienze, conoscenze, ricordi, che ci saranno di conforto quando davanti a noi si apriranno le cateratte dell'Infinito.

Se avremo vissuto bene, se potremo portare con noi le dolci carezze degli affetti ricevuti e di quelli dati, se nei ricordi persone e fatti riusciranno anche in quell'ora a strapparci un sorriso, sereno sarà il nostro andare incontro alla Fine.

È una consolazione morire vestiti del Bene donato e ricevuto, solida corazza che protegge dalla paura dell’ignoto.

È una maledizione partire per l’ultimo viaggio con la nudità dell’egoismo.