venerdì 12 giugno 2026

Re Salomone e il manoscritto conteso

Due scrittori si presentarono davanti a re Salomone. Entrambi rivendicavano la paternità di un manoscritto, che era stato posto su un tavolino ai piedi del trono del monarca.

Alla fine di una lunga e astiosa discussione fra i due autori, re Salomone si alzò e pronunciò il suo giudizio: “Visto che non sono riuscito a stabilire chi è il vero scrittore di questo libro, ordino che il manoscritto venga bruciato, così non sarà di nessuno dei due”.

A questo punto uno dei due contendenti gridò: “No, maestà, no! Riconoscete pure a questo plagiario la paternità del mio libro: l’importante è  che esso venga stampato e letto, anche se ne trarrà vantaggio questo ladro”.

Al che Salomone gli disse: “Riconosco in te la paternità di questo manoscritto: solo un vero scrittore sa rinunciare ad un suo libro per farlo vivere. I libri per un autore sono come figli”. 

mercoledì 10 giugno 2026

Riscoperta

Che cos'è Amore? Dio, entità, concetto, pensiero, valore?

Che cos’è se non una domanda che esplode all'esterno verso la millenaria nebbia di mistificazioni e censure, di distruzioni e oppressioni del suo vero senso, che è unità?

Chi cerca Amore deve muoversi alla sua riscoperta, in una nuova cerca del Graal.

Riscoperta dell'inscindibile unità di Eros e Agape, di carne e spirito, di corpo e anima.

Riscoperta del femminino sacro, di Ishtar e Astarte, di Afrodite-Venere, di una dimensione civile in cui era la dea madre ad influire sul mondo, in cui la donna, ogni donna, era dea, da amare, da rispettare, da venerare, come compagna di vita, come generatrice attiva di vita.

Riscoperta dell'unione, dell'amplesso, del coito, non come atto di sopruso e di violenza, di sopraffazione e di conquista maschile, ma come atto condiviso, come reciproco donarsi di anime e di sensi.

Riscoperta, in fondo, del solo senso in cui la vita diventa Vita.

lunedì 8 giugno 2026

Rinascita

Dalle macerie d’una pianta abbattuta spuntano gemme che diventeranno nuovi alberi lungo la filiera della vita.

Dai sedimenti d’un dolore accumulato prima o poi sbocceranno i fiori d’una nuova gioia.

Da tutto quello che odora di triste fine si spanderà il profumo fragrante d’una nuova felicità.

Da tutto quello che muore, prima o poi sbocciano nuove vite.

Bisogna morire per rinascere. 

venerdì 5 giugno 2026

Rimorsi e rimpianti

Dove corrono i giorni con la loro veloce lentezza?

Corrono lungo il piano inclinato dei rimorsi e dei rimpianti, del male che hai fatto e delle occasioni che hai perso.

Corrono e ti allontanano dal tempo delle speranze dell’avvenire, in cui l’orizzonte delimitava uno spazio delimitato dal sole che si leva e non da quello che tramonta.

Corrono e ti fanno rotolare verso una notte in cui comunque sai che troverai la pace del sonno.

martedì 2 giugno 2026

Rifletti

Rifletti, assaporando nella protettiva ombra il fresco ricordo del sole che nelle anime ha infuso la luce del giorno.

Rifletti sul senso profondo delle cose, la cui ricerca forse viene favorita dall'oscurità notturna, che però può anche confondere, usufruendo sì di silenziosa solitudine ma minacciata da incubi e sogni, da ancestrali paure.

Rifletti, scoprendo infine che questo tuo meditare, scavare, indagare, dà senso alla tua umanità, è base fondante del tuo essere nel mondo.


Riflessione ispiratami dall’indimenticabile Renata Di Leo.


venerdì 29 maggio 2026

Rifiorirai

Rifiorirai ogni volta che la memoria ti riporterà nel tuo manto albino al grato e premuroso sguardo della mente, dell'anima.

Rifiorirai ogni volta che l'anima stanca avrà bisogno di tangibili certezze sull'effettivo potere della Natura di compiere miracoli, silenziosi e quotidiani ma non per questo meno prodigiosi,  sull’effettiva capacità del mondo di riservarci sorprese che confortino momenti tristi o fortifichino attimi sereni.

Rifiorirai anche fisicamente?

Poco importa se con te non dovesse ripetersi l’annuale, effimero e pur puntuale giorno delle rose di Atacama: è bastata già una volta per assicurarti un perpetuo sbocciare nel cammino dei giorni di chi ti ha vista e ti ricorda.


mercoledì 20 maggio 2026

Madre Gea

Ridi, Madre Gea, per l'acquea manna che dal cielo giunta è ad assorbire le tue rughe e a ricomporre il tuo volto in una morbida distesa di suolo.

Ridi, Madre Gea, ancora per un attimo: il sole, che come cristalli brillare fa le gocce da te non assorbite, presto le farà evaporare e tornerà sul tuo viso ad incidere solchi, crepe, rughe.

Ridi, Madre Gea, perché anche nell’ora in cui Febo coi suoi raggi più ti surriscalderà, allegro conforto ti darà la certezza che la notte presto verrà con la sua frescura a rinfrancarti.

Sorridi, Madre Gea, perché chi riconosce in te una dea lo fa per proteggerti e non per cercare aiuti da te.

Sorridi, Madre Gea, perché in questo minuscolo punto dell’Universo c’è ancora qualcuno che mira a tutelarti e non a distruggerti.

Sorridi, Madre Gea, perché chi ti è devoto respira con te, ride con te, piange con te, sorride con te.


A Mary Hanne Porcu, in occasione del suo 47° compleanno.