venerdì 6 novembre 2026

Scrivere cose


Scrivere cose: con umiltà o con presunzione; per se stessi o per trovare lettori; per chiudere un capitolo di vita; per chiedere un dialogo, per chiedere che qualcuno ti ascolti, si accorga di te.

Scrivere cose: spaziare dall'ironia alla serietà formale, dalla leggerezza all'argomentare profondo, dalla chiarezza alla metafora che nasconde e pur svela, dalla prosa concreta alla poesia carica d’immagini.

Scrivere cose: lanciare urla al sordo vento o proporre spunti di riflessione; fissare un dolore, un sentimento, un’emozione; guardare dentro se stessi o indagare il mondo circostante, fatto di paesaggi e di costruzioni, di persone, di idee e di azioni.

Scrivere cose: proporre piccole gioie quotidiane o regalare a persone care una briciola d’Infinito, di duraturo, di eterno; donare qualcosa di sé col rischio di vederlo ripagato con una silente indifferenza, ben più crudele d’una raffica d’insulti; condividere qualcosa coi pochi che hanno aperto il cuore all’ascolto degli altri.

Scrivere cose: lasciare traccia di sé e degli altri, prima che cali l’oblio della notte senza ritorno.

 

Copyright © 2026 Gian Contardo Colombari

tutti i diritti riservati 

venerdì 30 ottobre 2026

Cantate in piazza


Cantate in piazza:

marea di gente,

immensità d’affetto,

schietto ricordo.

 

Cantate in piazza:

semi, germogli,

piante cresciute

grazie al fertile

terren di Francesco.

 

Cantate in piazza:

commemorazione

di tristezza priva,

stracolma invece

di gratitudine.

sabato 24 ottobre 2026

Addormentarsi è come morire


Addormentarsi è come morire, ma con la certezza del risveglio.

Addormentarsi è come morire, ma con il conforto dei sogni.

Addormentarsi è come morire, ma con il terrore degli incubi.

Addormentarsi è come morire, ma è solo la fine di un giorno, non quella dei tuoi giorni. 

sabato 17 ottobre 2026

Canzone per il Maestrone. In morte di F.G.

Lunga e ben spesa è stata la vita

che sulla Terra hai condotto,

di gran saggezza è stata fiorita,

hai tu vissuto da dotto,

tanta cultura hai prodotto.


Forte sei stato lungo quel cammino

che nacque nell’Appennino,

tante canzoni da te sono sorte:

fonte che suon zampillava,

testi che noi si cantava.


Rileggeremo ancor i tuoi libri,

ricchi di tante memorie,

scritti col cuore e con la Ragione,

che c’hanno preso per mano,

che c’han portato lontano.


Camelopardo e scrittore sei stato,

grande affabulatore,

e tante cose hai tu insegnato

non con sentimentalismo

ma con l’esistenzialismo.


Vorrei sapere che cosa hai provato

nel salutar questo mondo;

forse il passato hai tu ringraziato,

perché t’ha dato il profondo

senso del viver giocondo.


Vorrei sapere dove tu ti trovi,

nel Ciel di tutti i Poeti,

vicino a Dante o ad altri Stil Novi,

a scrivere senza veti

e tutti i versi son lieti.


Proprio per questo non provo tristezza,

anche se molto mi manchi,

non è “Addio” quello che ti dico,

ma solo “Arrivederci”;

un dì potrem rivederci.


Voglio sentirti come quando c’eri,

pensare che ancora scrivi

libri e canzoni con cui far pensare.

Ora sei negli Alti Lidi

e sempre tu ci sorridi.


Versi adagiati sulla musica di Canzone per un’amica. In morte di S.F. di Francesco Guccini.


giovedì 1 ottobre 2026

Monologo bizantino di Filemazio e altri scritti gucciniani


Eccomi qua a presentarvi una mia nuova avventura letteraria.
Il titolo è Monologo bizantino di Filemazio e altri scritti gucciniani; inizia con una mia rilettura della canzone Bisanzio di Francesco Guccini; ogni verso della quale dà il titolo a un capitolo.

Seguono altri miei scritti gucciniani: breve prose, poesie, riscritture dei testi di alcune canzoni.

Il volume è impreziosito dalla bella prefazione di Silvia Denti, che ringrazio anche per la grandissima pazienza che ha avuto di farmi da editor.

Purtroppo la scomparsa del Maestrone, che il 6 agosto scorso è volato nel Cielo dei Poeti, ci ha trovato addolorati come fans e spiazzati come persone che hanno lavorato a questo libro, che era nelle nostre intenzioni spedirglielo. Alla sua memoria è dunque dedicato.


Chi volesse acquistarlo, cerchi di comprarlo online, perché nelle librerie fisiche è di difficile reperibilità. E NON CERTO PER COLPA MIA.


Gian Contardo Colombari

Monologo bizantino di Filemazio e altri scritti gucciniani

Edizioni Divinafollia

15 euro


lunedì 28 settembre 2026

Scrivere


Scrivere a volte è come spazzare via la cenere e scoprire i tizzoni ardenti.

Scrivere è come grattare la crosta di un vulcano e lasciare libero sfogo a una nuova colata di lava incandescente.

Scrivere è fare i conti con sé stessi, con quello che si ha dentro.

Scrivere dare alle lacrime la forma delle parole.


Copyright © 2026 Gian Contardo Colombari

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domenica 20 settembre 2026

Scorre l'inchiostro


Scorre l’inchiostro nel calamo dello scrittore, man mano che dentro di lui scorre l’ispirazione, che attinge dalla sua anima.

Scorre l’inchiostro sulla pagina non più bianca e prende forma di parole e di frasi, di idee e di emozioni.

Scorre l’inchiostro e riempie pagine e pagine, forse destinate a ricevere aggiunte successive o tagli sotto forma di righe tracciate a coprire passi da rimuovere.

Scorre l’inchiostro fino a giungere al risultato finale di un testo compiuto, in attesa che, forse, un editore lo giudichi degno dei suoi torchi dopo averlo  rivoltato come un calzino con l’editing.

 

Copyright © 2026 Gian Contardo Colombari

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