domenica 22 marzo 2026

Passano i giorni

Passano i giorni, a volte sotto forma di corsa sfrenata lungo strade che i nostri piedi non sentono nemmeno e che i nostri occhi non vedono nemmeno, accecati dal dolore o dal rincorrere sogni sempre lontani, sempre irraggiungibili.

Passano i giorni, a volte lungo un tunnel di ore che sembra non finire mai, forse per la nebbia che dentro di noi ci impedisce di muovere passi timorosi, forse perché preferiamo non avanzare lungo percorsi che ci sono indifferenti per difenderci dal dolore delle disillusioni.

Passano i giorni: pagine bianche da riempire con l'inchiostro della vita che affrontiamo o da cui fuggiamo con la mina della matita indelebile dei nostri ricordi, fino a giungere, sereni o stremati, a scrivere la parola "fine" al nostro libro terreno.


martedì 17 marzo 2026

Passa il tempo

Passa il tempo, è inutile fermarlo o corrergli dietro: ci illudiamo di afferrarlo ma è sabbia che scorre via dalle nostre dita.

Ci restano i ricordi, che in parte riempiono i vuoti e in parte li acuiscono.

Ci resta la via che si dipana tracciata dal tempo e che ci avvicina alla foce finale, dove la scia della vita terrena svanirà in silenzio nell'immenso mare dell'eternità.


mercoledì 4 marzo 2026

Parte del Tutto

Se siamo parte del Tutto, il nostro essere, il nostro pensare astraente è manifestazione parziale del Tutto oppure è ribellione al Tutto?

E il demiurgo che creò l'Universo, foss'anche scintilla imprevista e inconsapevole nell'immane concentrazione che precedette il Big Bang, è un datore d'amore oppure un creatore di disordine?

E il Silenzio cui prima o poi torneremo è ripristino di Armonia o punizione per avere osato turbarla? 

sabato 21 febbraio 2026

Parole e silenzio

Parole che mentono o che sono inadeguate ad esprimere gli stati dell'anima, i moti dell'anima.

Parole destinate a perdersi, forse con qualche effimera eco, che farà scemare nel vento l’urlo disperato o la rassegnata amarezza di chi le ha pronunciate.

Parole sorte dal silenzio e destinate ad essere assorbite dal silenzio, nell’indifferenza di chi dovrebbe ascoltare o con la gratitudine di chi ha voluto sentirle.

Un silenzio che ha i suoi suoni, dolci come quelli dell'armonia e della beatitudine o acuti, striduli come quelli dello strazio e dell'incomunicabilità.

Un silenzio che è metafora della notte, illuminata o meno dalla luna e dalle stelle.

Che le nuvole della cupezza e della freddezza altrui non entrino mai nel silenzio a frapporsi fra noi e la nostra luna, fra noi e le nostre stelle.


martedì 17 febbraio 2026

Pagina bianca

La mente è occupata da mille pensieri: gioiosi od opprimenti che siano, essi ostruiscono il flusso che dall’inconscio fa sorgere le idee, le parole, le frasi.

Un tempo ti sforzavi invano di forzare quel granitico blocco. L’età ora ti infonde saggezza e ti fa capire che l’ostinazione non paga.

Cerchi di liberare la mente affinché la scrittura che senti hai fatto nei meandri del tuo inconscio possa emergere sotto forma di parola.

Ma la pagina bianca non ti fa più paura: se non riesci scalfirne il candore con i tratti scritti di penna o tastiera, vuol dire che non sei abbastanza sereno oppure che dentro di te le frasi non hanno ancora preso la giusta forma.

E allora non insisti: riponi il foglio o spegni il pc, conscio che il tuo inconscio continua ad elaborare scrittura, a scolpire il blocco di marmo dentro cui il tuo libro è ancora prigioniero.

Ti metti a far altro: azioni quotidiane oppure ascolto di musica o lettura o persino scrittura di altri testi. Chi lo sa? Magari ricevendo nuove informazioni dall’esterno, la parte inconscia di te riuscirà a fornirti l’output che ancora non vedi.

Devi solo aspettare, sereno: prima o poi l’output, l’idea, l’illuminazione ti dirà che è giunta l’ora di riempire di parole la pagina bianca.


Ispirata dalla teoria decostruzionista di Jacques Derrida, secondo cui la “scrittura” precede la “parola”.


giovedì 5 febbraio 2026

Oscure nubi dal cielo incombono

Oscure nubi dal cielo incombono: tetri presagi di morte si presentano all'anima si presentano, nonostante la loro realtà di fenomeno fisico.

Oscure nubi dal cielo incombono: non scaturirà dalle loro cateratte  un rinfrancante stillare di morbide gocce ma un’acida pioggia che l'anima corroderà con nuovi dolori o facendo crescere strazi già presenti in essa.

Oscure nubi dal cielo incombono: emettono un muto rumore, scricchiolanti gemiti di diga pronta a cedere e a travolgere fragili spemi.

Oscure nubi dal cielo incombono: angoscioso e spesso sipario che col suo pesante silenzio impedisce all'udito dell'anima di percepire l'allegro gorgogliare dei raggi del sole e che, prima o poi, prenderà il loro posto.

Oscure nubi dal cielo incombono: peccati commessi che Dio potrà anche perdonare ma che peseranno per sempre sull’anima del peccatore veramente pentito.

lunedì 26 gennaio 2026

Oltre l'orizzonte

Oltre l’orizzonte dev'esserci qualcosa, che noi non riusciamo a immaginare.

Qualcosa che con la forza della speranza o della disperazione desideriamo ci sia.

Qualcosa che non vediamo con gli occhi della fredda Ragione ma sentiamo nel caldo cuore dell’anima.

Qualcosa che ci porterà a scrutare un altro orizzonte. formulando la stessa speranza e la stessa ipotesi ammantata dell'imperativo categorico: dovrà esserci qualcosa anche oltre quel nuovo orizzonte.

Oltre l’orizzonte troveremo alla fine la certezza di trovare Dio.