sabato 4 aprile 2026

Perché avere paura di Ade?

Perché avere paura di Ade, temuto custode d’anime che tutti noi inesorabile attende, quando spesso gli Inferi li viviamo in questa vita?

Perché avere paura di Ade e del suo cavernoso regno, quando l'assenza di persone care che a noi più non torneranno riempie le nostre ore di vuoti ancora più oscuri?

Perché avere paura di Ade, che misterioso è appostato oltre la porta finale del nostro terreno cammino, quando l'orizzonte del domani cela scenari di vita ugualmente oscuri?

Perché avere paura di Ade e immaginarcelo come monarca del regno di dolore e di espiazione, quando forse altro non è che albergatore di stanze adibite al sereno ed eterno riposo per noi che, liberati dal corpo, diventeremo puro spirito, anime libere che solo la letteratura antica ha dipinto come ombre tristi? Che tristezza ci può mai essere nel ritrovare i cari che abbiamo perduto?

Perché avere paura di Ade e immaginarcelo come monarca dell’inghiottente abisso dentro cui tutto perderemo, quando potrebbe essere il giardiniere del celeste prato illuminato dall'alba eterna, dove ritroveremo tutto e, soprattutto, tutti?

venerdì 3 aprile 2026

Perché avere paura?

Perché avere paura della notte, quando il giorno è pieno di insidie?

Perché avere paura del buio, quando le trappole si nascondono anche alla luce del sole?

Perché avere paura degli sconosciuti, quando le persone note si apprestano a pugnalarti alla schiena?

Perché avere paura della morte, quando spesso è la vita a ucciderti? 


giovedì 2 aprile 2026

Pensieri dalle fiamme eterne

Pensieri dalle fiamme eterne, che si alimentano nel ricordo: ribellione al fato, rifiuto di arrendersi alla ragionevolezza dell’accettazione dell’inevitabile. Forse è una lotta contro i mulini a vento ma vivere senza lottare, senza ribellarsi, non è vivere: è morire anzitempo.

Pensieri dalle fiamme eterne, la cui luce accecante, bassa come quella del sole in un tramonto d’estate, ostacolerà sempre i nostri passi lungo il sentiero della pace. Nessuna battaglia, del resto, va combattuta in carrozza: bisogna pugnare, soffrire, rischiare, forse anche morire.

Pensieri dalle fiamme eterne, che ustionano l’anima, che nel suo ribollire continua disperata a chiedere giustizia e riparazione, a patire rimpianti e rimorsi.

Pensieri dalle fiamme eterne, che non è però detto che siano anticipo d’Inferno ma discesa su di noi dello Spirito Santo.


martedì 31 marzo 2026

Pensare all'Eternità guardando al vissuto

Pensare all'Eternità guardando al vissuto, in cui persone conosciute, emozioni provate e azioni compiute sono i mattoni di ciò che siamo.

Procedere nell'irrefrenabile corrente della vita costruendo esperienze, conoscenze, ricordi, che ci saranno di conforto quando davanti a noi si apriranno le cateratte dell'Infinito.

Se avremo vissuto bene, se potremo portare con noi le dolci carezze degli affetti ricevuti e di quelli dati, se nei ricordi persone e fatti riusciranno anche in quell'ora a strapparci un sorriso, sereno sarà il nostro andare incontro alla Fine.

È una consolazione morire vestiti del Bene donato e ricevuto, solida corazza che protegge dalla paura dell’ignoto.

È una maledizione partire per l’ultimo viaggio con la nudità dell’egoismo.


giovedì 26 marzo 2026

Cerbiatto, cerbiatto

Cerbiatto, cerbiatto,

      la tua tenerezza di cucciolo è la stessa dell’Agnello di Dio.


Cerbiatto, cerbiatto,

      quanto amore susciti nei bambini che di vedono in foto o dal vivo!


      Mentre magari i loro genitori hanno già con una doppietta ucciso i tuoi genitori.


Cerbiatto, cerbiatto,

      crescerai e rimarrai buono, innocente e indifeso come adesso.


      Mentre molti bambini, crescendo, diventeranno egoisti, cattivi e crudeli.


Cerbiatto, cerbiatto,

      forse da adulto sarai ucciso da uno di quei bambini che ora vorrebbero averti come compagno di gioco e che da grande avrà un fucile come mezzo di divertimento.


mercoledì 25 marzo 2026

Passato e futuro

I giorni passano lenti; le settimane, i mesi, gli anni volano, come barche sospinte dalla corrente impetuosa e impietosa di un fiume in piena.

La prateria del passato si espande e l'orizzonte del futuro si accorcia.

I ricordi prendono silenziosamente il posto delle speranze che non possiamo più urlare al vento.

Il vento si placa, lasciando sul terreno le foglie morte delle illusioni e le spine dei rimorsi.

Il futuro non è altro che un cammino disseminato di pietre aguzze che dovremo percorrere a piedi nudi.


domenica 22 marzo 2026

Passano i giorni

Passano i giorni, a volte sotto forma di corsa sfrenata lungo strade che i nostri piedi non sentono nemmeno e che i nostri occhi non vedono nemmeno, accecati dal dolore o dal rincorrere sogni sempre lontani, sempre irraggiungibili.

Passano i giorni, a volte lungo un tunnel di ore che sembra non finire mai, forse per la nebbia che dentro di noi ci impedisce di muovere passi timorosi, forse perché preferiamo non avanzare lungo percorsi che ci sono indifferenti per difenderci dal dolore delle disillusioni.

Passano i giorni: pagine bianche da riempire con l'inchiostro della vita che affrontiamo o da cui fuggiamo con la mina della matita indelebile dei nostri ricordi, fino a giungere, sereni o stremati, a scrivere la parola "fine" al nostro libro terreno.