sabato 17 ottobre 2026

Canzone per il Maestrone. In morte di F.G.

Lunga e ben spesa è stata la vita

che sulla Terra hai condotto,

di gran saggezza è stata fiorita,

hai tu vissuto da dotto,

tanta cultura hai prodotto.


Forte sei stato lungo quel cammino

che nacque nell’Appennino,

tante canzoni da te sono sorte:

fonte che suon zampillava,

testi che noi si cantava.


Rileggeremo ancor i tuoi libri,

ricchi di tante memorie,

scritti col cuore e con la Ragione,

che c’hanno preso per mano,

che c’han portato lontano.


Camelopardo e scrittore sei stato,

grande affabulatore,

e tante cose hai tu insegnato

non con sentimentalismo

ma con l’esistenzialismo.


Vorrei sapere che cosa hai provato

nel salutar questo mondo;

forse il passato hai tu ringraziato,

perché t’ha dato il profondo

senso del viver giocondo.


Vorrei sapere dove tu ti trovi,

nel Ciel di tutti i Poeti,

vicino a Dante o ad altri Stil Novi,

a scrivere senza veti

e tutti i versi son lieti.


Proprio per questo non provo tristezza,

anche se molto mi manchi,

non è “Addio” quello che ti dico,

ma solo “Arrivederci”;

un dì potrem rivederci.


Voglio sentirti come quando c’eri,

pensare che ancora scrivi

libri e canzoni con cui far pensare.

Ora sei negli Alti Lidi

e sempre tu ci sorridi.


Versi adagiati sulla musica di Canzone per un’amica. In morte di S.F. di Francesco Guccini.


giovedì 1 ottobre 2026

Monologo bizantino di Filemazio e altri scritti gucciniani


Eccomi qua a presentarvi una mia nuova avventura letteraria, giunta, dopo anni di elaborazione, alla pubblicazione per merito di Silvia Denti delle Edizioni Divinafollia.

Il titolo è Monologo bizantino di Filemazio e altri scritti gucciniani; inizia con una mia rilettura della canzone Bisanzio di Francesco Guccini; ogni verso della quale dà il titolo a un capitolo.

Seguono altri miei scritti gucciniani: breve prose, poesie, riscritture dei testi di alcune canzoni.

Il volume è impreziosito dalla bella prefazione di Silvia Denti, che ringrazio anche per la grandissima pazienza che ha avuto di farmi da editor.

Purtroppo la scomparsa del Maestrone, che il 6 agosto scorso è volato nel Cielo dei Poeti, ci ha trovato addolorati come fans e spiazzati come persone che hanno lavorato a questo libro, che era nelle nostre intenzioni spedirglielo. Alla sua memoria è dunque dedicato.


Chi volesse acquistarlo (ma è meglio aspettare qualche giorno, perché oggi, 1° ottobre 2026, probabilmente non è ancora reperibile), può farlo nelle librerie indipendenti, in quelle di catena e in quelle online.

Senza voler fare torto a nessuna di queste tre tipologie, vi consiglio, se ne avete la possibilità, di recarvi in quelle indipendenti, che più delle altre patiscono la crisi di questi anni.


Gian Contardo Colombari

Monologo bizantino di Filemazio e altri scritti gucciniani

Edizioni Divinafollia

15 euro


lunedì 28 settembre 2026

Scrivere


Scrivere a volte è come spazzare via la cenere e scoprire i tizzoni ardenti.

Scrivere è come grattare la crosta di un vulcano e lasciare libero sfogo a una nuova colata di lava incandescente.

Scrivere è fare i conti con sé stessi, con quello che si ha dentro.

Scrivere dare alle lacrime la forma delle parole.


Copyright © 2026 Gian Contardo Colombari

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domenica 20 settembre 2026

Scorre l'inchiostro


Scorre l’inchiostro nel calamo dello scrittore, man mano che dentro di lui scorre l’ispirazione, che attinge dalla sua anima.

Scorre l’inchiostro sulla pagina non più bianca e prende forma di parole e di frasi, di idee e di emozioni.

Scorre l’inchiostro e riempie pagine e pagine, forse destinate a ricevere aggiunte successive o tagli sotto forma di righe tracciate a coprire passi da rimuovere.

Scorre l’inchiostro fino a giungere al risultato finale di un testo compiuto, in attesa che, forse, un editore lo giudichi degno dei suoi torchi dopo averlo  rivoltato come un calzino con l’editing.

 

Copyright © 2026 Gian Contardo Colombari

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martedì 8 settembre 2026

Sbocciamo ogni giorno alla vita


Dopo la buia notte, col freddo a nutrire gli incubi e la rugiada a confortarci coi sogni, sbocciamo ogni giorno alla vita, tendendo al sole di nuovo sorto i petali delle nostre speranze e le spine dei nostri timori.

Sbocciamo ancora alla vita, coltivando nella mane tornata la forza a tutti fornita da un'altra dischiusa giornata.


Copyright © 2026 Gian Contardo Colombari

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martedì 1 settembre 2026

Sale


Sale del dialogo e della conoscenza reciproca, diluito nel mare di folla in cui la sfuggente acqua dello sfuggire agli altri è preponderante rispetto alla salina del darsi agli altri.

Sale racchiuso nella miniera di persone che troppo hanno sofferto e le cui gemme d’amore e d’amicizia devono essere estratte con dolci picconi.

Sale che scioglie il ghiaccio dell’odio e della diffidenza, e conserva a lungo il cibo dell’anima costituito da preziosi ricordi e da belle amicizie.

Sale delle parole proferite senza rispetto e senza sensibilità, che rende più dolorose situazioni di sofferenza.

Sale dei proiettili, che sciolgono vite umane come lumache.


Copyright © 2026 Gian Contardo Colombari

tutti i diritti riservati 

lunedì 24 agosto 2026

Ruvido rumore


Ruvido rumore, quello dello stilo d’inchiostro intriso che sembra ruvidamente graffiare l’altrettanto ruvida pagina del quaderno dei bozzetti del pittore.

A poco a poco con tocchi sicuri prende forma la figura della modella che, scontrosa, se ne sta fuori dall’inquadratura, nuda come sulla carta è ancora l’abbozzo, l’embrione di quello che poi diventerà dipinto sulla tela.

Sembra finito, il primordiale prendere consistenza della bozza del quadro ma all’improvviso, come per cancellare un deludente risultato finale, il pittore lo sommerge dai colpi d’un pennello da acquarello.

Sembra la fine d’un pittorico tentativo, insoddisfacente approssimarsi alla verità dell’opera finita sommerso dall’acqua, che tutto confonde, che tutto assorbe.

Ma non era umile o presuntuosa volontà distruttrice del pittore: il tempo dell’asciugarsi della carte ed ecco riapparire, consolidato, il bozzetto, pronto ad essere trasferito su tela dalla mano creatrice dell’artista.

 

Scritto ispiratomi dalla visione di una scena del film “La bella scontrosa” di Jacques Rivette.

 

Copyright © 2026 Gian Contardo Colombari

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