tutti i diritti
riservati
La bacheca di Conty
lunedì 28 settembre 2026
Scrivere
domenica 20 settembre 2026
Scorre l'inchiostro
Scorre l’inchiostro sulla pagina non più bianca e prende forma di parole e di frasi, di idee e di emozioni.
Scorre l’inchiostro e riempie pagine e pagine, forse destinate a ricevere aggiunte successive o tagli sotto forma di righe tracciate a coprire passi da rimuovere.
Scorre l’inchiostro fino a giungere al risultato finale di un testo compiuto, in attesa che, forse, un editore lo giudichi degno dei suoi torchi dopo averlo rivoltato come un calzino con l’editing.
Copyright © 2026 Gian
Contardo Colombari
tutti i diritti riservati
martedì 8 settembre 2026
Sbocciamo ogni giorno alla vita
Sbocciamo
ancora alla vita, coltivando nella mane tornata la forza a tutti fornita da
un'altra dischiusa giornata.
Copyright © 2026 Gian Contardo Colombari
tutti i diritti riservati
martedì 1 settembre 2026
Sale
Sale racchiuso nella miniera di persone che troppo hanno sofferto e le cui gemme d’amore e d’amicizia devono essere estratte con dolci picconi.
Sale che scioglie il ghiaccio dell’odio e della diffidenza, e conserva a lungo il cibo dell’anima costituito da preziosi ricordi e da belle amicizie.
Sale delle parole proferite senza rispetto e senza sensibilità, che rende più dolorose situazioni di sofferenza.
Sale dei proiettili, che sciolgono vite umane come lumache.
Copyright © 2026 Gian Contardo Colombari
tutti i diritti riservati
lunedì 24 agosto 2026
Ruvido rumore
Ruvido rumore, quello dello stilo d’inchiostro intriso che sembra ruvidamente graffiare l’altrettanto ruvida pagina del quaderno dei bozzetti del pittore.
A
poco a poco con tocchi sicuri prende forma la figura della modella che,
scontrosa, se ne sta fuori dall’inquadratura, nuda come sulla carta è ancora
l’abbozzo, l’embrione di quello che poi diventerà dipinto sulla tela.
Sembra
finito, il primordiale prendere consistenza della bozza del quadro ma
all’improvviso, come per cancellare un deludente risultato finale, il pittore
lo sommerge dai colpi d’un pennello da acquarello.
Sembra
la fine d’un pittorico tentativo, insoddisfacente approssimarsi alla verità
dell’opera finita sommerso dall’acqua, che tutto confonde, che tutto assorbe.
Ma
non era umile o presuntuosa volontà distruttrice del pittore: il tempo
dell’asciugarsi della carte ed ecco riapparire, consolidato, il bozzetto,
pronto ad essere trasferito su tela dalla mano creatrice dell’artista.
Scritto ispiratomi dalla visione di
una scena del film “La bella scontrosa” di Jacques Rivette.
Copyright © 2026 Gian Contardo Colombari
tutti i diritti riservati
domenica 16 agosto 2026
Rumori lontani
Rumori lontani echeggiano dal pozzo profondo della mente: ribollire di gioia e di tristezza, di amore e di dolore.
Sono passato che non ritorna ma che come un fiume continua a scorrerti dentro: ti chini, tendi invano la mano, che non riesce a sfiorarli, ma il loro ribollire rimane nel tuo cuore.
Rumori lontani, ridotti a sussurri, che l'anima riascolta provando dolcezza o strazio.
Il tempo, crudele o benigno, da te li allontana ma essi per sempre continueranno a parlarti di cose e persone che non torneranno.
sabato 8 agosto 2026
Forse piangerò domani
Ecco, quando ho saputo che Francesco Guccini aveva raggiunto il Cielo dei Poeti (dove Borges e il Persiano non gli hanno di sicuro fatto avere un posto da genio minore), ho reagito con la stessa forza del mio padrino: tanta gratitudine e poche lacrime per il Maestrone. Sono addolorato per la persona, per quello che può aver sofferto e per i suoi cari ma tutto quello che ci ha dato rimarrà in noi e per noi. E darà frutti anche in futuro, con le prossime generazioni.
Questo per me è il tempo di ricordarlo col sorriso; forse per lui piangerò domani. È una questione di radici, di DNA montanaro.
E poi, da anni io materialmente scrivo su di lui. Ritorno a uno dei periodi strazianti della mia vita. Poche settimane di morire, mio padre soffriva talmente tanto che urlava in continuazione. Mai e poi mai avrei immaginato che sarei dovuto andare a chiudermi per un po’ in camera mia perché sentirlo soffrire così mi era diventato insopportabile. Una volta, per la disperazione diedi un pugno alla tastiera del pc e ne ruppi gli appoggi anteriori. Per poterla continuare ad usare con la dovuta inclinazione per le mani, ci misi sotto un libro. Naturalmente ne scelsi uno di Guccini, una raccolta dei testi delle sue canzoni. Da allora la prima di copertina si è quasi completamente sbiadita ma il contenuto è e rimarrà intatto.






