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lunedì 3 agosto 2026

Rughe

Quando l'estate tornerà, inonderà di sole anche le tue rughe, che in tal modo perderanno la consistenza di ferite inferte dal passato e assumeranno l'essere parti consolidate di una vita che vale la pena di essere vissuta.

Le rughe altro non sono che solchi con dolore inferti dall'aratro della vita: solchi aperti per ricevere nel presente i semi di ulteriore futuro. 

domenica 26 luglio 2026

Rosa tranciata

Rosa tranciata dalle forbici della vita, che spesso si rivela giardiniere crudele.

Petali vermigli precocemente appassiscono, non per naturale declino ma per la perdita di linfa dal mutilato gambo.

Speranza che svanisce dal vetro d'una finestra all'improvviso andato in frantumi e che speditamente evapora, lasciando entrare nella stanza della gioventù l'acre odore della realtà.

Sogno che sparisce, privando di una soave visione chi l'aveva ospitato e alimentato con rapidi movimenti delle palpebre: la lama affilata della veglia non sempre incubi tronca, a volte fine pone a dorate prigioni da cui uscir non si vuole.

Ma forse non sempre una rosa spezzata ingrigisce il roseo color del futuro; a volte impedisce all'anima di impugnare il gambo spinoso, provocando ferite che, indelebili, avrebbero segnato la terrena esistenza ben più di un sogno svanito.


giovedì 14 maggio 2026

Ricordi

Sedimenti che non pesano, non pietre tombali ma humus in cui presente e futuro affondano le loro radici.

Frammenti di vita, non spettri che incutono il terrore dell'irreversibilmente andato e perduto ma angeli che col loro battito d'ali infondono la confortante essenza della presenza nel cuore.

Letture di vita sempre ripetibili, non pagine di opuscoli finiti in soffitte o al macero ma nitidi caratteri di libri sempre aperti da cui possiamo anche scoprire particolari un tempo sfuggiti e fare i conti con essi o trarne conforto

Epitaffi di esistenza, non memorie di morte ma vincoli di vita che ci danno sostegno nel nostro proseguire nel mondo. 

martedì 14 aprile 2026

Arcani

Maggiori o minori, grandi o piccole speranze, grandi o piccole paure: futuro forse da svelare nel buio dell’imprevedibile o del non ancora visto.

Pretesa di conoscere un destino che forse destino non è ma solo tendenza su cui si potranno, si dovranno far scelte per recar cambiamenti alla rotta della vita, per aggirare o superare massi che ancor non sappiamo se troveremo davanti a noi.

Pericolo di confondere destino o fato col disegno che Dio ha fatto per noi, che possiamo capire senza avere la presunzione di conoscerne gli sviluppi.

Perché avere paura del futuro? Perché cercare nella lettura di variopinte figure ciò che Dio prima o poi ci farà vedere, ciò su cui ci metterà alla prova senza mai abbandonarci?

Di sicuro la carta della Morte non indica la fine di tutto ma solo in cambiamento radicale, spesso già in questa vita terrena. Perché averne terrore?

Di sicuro la morte stessa, corporea, non è una fine ma un nuovo inizio, è l’entrata in una nuova vita, eterna e celeste? Perché temerla anziché considerarla l’ultimo dono terreno di Dio?

In questa vita, fatta di età, di stagioni, di dodici mesi, abbiamo tante mani dei tarocchi che dobbiamo saper giocare per guadagnarci l’accesso alla Gerusalemme Celeste.


Riflessione ispiratami dalla visione del dipinto "Arcani", tempera su tavoletta in legno, dell'Artista Patrizia Bonazelli.

Il finale è chiaramente gucciniano.


domenica 12 aprile 2026

Veliero

Vele spiegate, spinte da un vento diventato burrasca.

Marosi fendono la prua, nella vana speranza di avere la meglio.

Visione da lontano, offuscata dagli scrosci di pioggia.

In che direzione navighi, veliero? Qual è la tua rotta?

Mai lo sapremo, perché questa domanda rimarrà senza risposta.

Come me, navighi verso l’ignoto, che non è privo di progetti e di mete ma che ci nasconde l’esito di sogni e speranze.

Sarà il futuro a decidere se approderemo al tanto ambito porto sicuro o se naufragheremo diventando ombre d’Averno.


Riflessione ispiratami dalla visione dell’acquerello su cartoncino "Veliero" dell'Artista Patrizia Bonazelli.


mercoledì 25 marzo 2026

Passato e futuro

I giorni passano lenti; le settimane, i mesi, gli anni volano, come barche sospinte dalla corrente impetuosa e impietosa di un fiume in piena.

La prateria del passato si espande e l'orizzonte del futuro si accorcia.

I ricordi prendono silenziosamente il posto delle speranze che non possiamo più urlare al vento.

Il vento si placa, lasciando sul terreno le foglie morte delle illusioni e le spine dei rimorsi.

Il futuro non è altro che un cammino disseminato di pietre aguzze che dovremo percorrere a piedi nudi.


sabato 4 ottobre 2025

Giorni dell'adolescenza


Giorni dell'adolescenza, sbucati dalla spensieratezza dell'infanzia.

Giorni dell'adolescenza, in cui progetti ed avvenire ancora avevano sapore di certezza.

Giorni dell'adolescenza, in cui le nostre ambizioni si rispecchiavano nell'eco dei canti delle cicale.

Giorni dell'adolescenza, in cui non riconoscevamo nelle mute formichine lo specchio del nostro futuro.

Giorni dell'adolescenza, che il passato dipanatosi sulle nostre vite ha circondato con la sua nebbia e li fa apparire come isole felici affidate ai ricordi.


lunedì 29 settembre 2025

Gelido vento


Gelido vento proviene da un orizzonte che ne nasconde la fonte.

Sferza la faccia, come i dolori della vita sferzano l'anima.

Lo sguardo solitario spazia davanti per accogliere senza timore artiche folate: non è il futuro a fare paura; è il passato che implacabile incombe alle spalle con le sue lame aguzze d’indifferenza e d’ingratitudine che feriscono l'anima.

Gelido vento: brividi che crudeli echeggiano i singulti dello strazio che si provano nel cuore.

martedì 16 settembre 2025

Eppure è proprio nelle radici


Eppure è proprio nelle radici, apparente freno all'aspirazione all'universale e all'eterno, che si radica il nostro protendersi verso ideali e valori che non conoscono il turbolento scorrere del tempo.

Eppure è proprio nelle radici, che sembrano ancorarci al sedimentarsi del caduco e del passato, che nasce il nostro aspirare al futuro e all'immortale.

Eppure è proprio nelle radici, che paiono affondare nel deposito delle cose e delle persone perse, che troviamo la forza per sconfiggere dolore e strazio e per trovare sorriso e gioia.

Eppure è proprio nelle radici, illusoriamente sepolte da strati di foglie prima secche e poi marce, che l'albero della nostra vita trae il nutrimento per far crescere nuovi rami, nuove foglie, nuovi fiori, nuovi frutti e nuovi semi. 

sabato 6 settembre 2025

Cosa c'è in fondo al mare?


Cosa c'è in fondo al mare?

Cosa nasconde l'impenetrabile pressione che ci impedisce di spingersi negli abissi?

Coltre oscura, specchio di ciò che si annida nella mente e che abbiamo paura a discoprire.

Specchio di un passato che l'Umanità tende a sommergere con l'oblio di oceani di silenzio salmastro?

Specchio di un futuro nel quale precipiteremo a forza di non emendare i nostri errori?

Cosa c'è in fondo al mare?

Forse solo la barbarie del nulla.