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sabato 4 aprile 2026

Perché avere paura di Ade?

Perché avere paura di Ade, temuto custode d’anime che tutti noi inesorabile attende, quando spesso gli Inferi li viviamo in questa vita?

Perché avere paura di Ade e del suo cavernoso regno, quando l'assenza di persone care che a noi più non torneranno riempie le nostre ore di vuoti ancora più oscuri?

Perché avere paura di Ade, che misterioso è appostato oltre la porta finale del nostro terreno cammino, quando l'orizzonte del domani cela scenari di vita ugualmente oscuri?

Perché avere paura di Ade e immaginarcelo come monarca del regno di dolore e di espiazione, quando forse altro non è che albergatore di stanze adibite al sereno ed eterno riposo per noi che, liberati dal corpo, diventeremo puro spirito, anime libere che solo la letteratura antica ha dipinto come ombre tristi? Che tristezza ci può mai essere nel ritrovare i cari che abbiamo perduto?

Perché avere paura di Ade e immaginarcelo come monarca dell’inghiottente abisso dentro cui tutto perderemo, quando potrebbe essere il giardiniere del celeste prato illuminato dall'alba eterna, dove ritroveremo tutto e, soprattutto, tutti?

giovedì 6 novembre 2025

L'oscuro t'avvolge


L'oscuro t'avvolge, forse sfumando da un lento tramonto, forse con l'istantaneità di un flash che t'acceca.

Rimani immobile: sorpresa o paura che sia, non vedi più, non ti muovi più, non articoli più pensieri.

Ma è solo un attimo, un istante necessario a calarti nella dimensione del buio.

Anche il buio ha una sua luce; anche il buio ha i suoi colori, le sue sfumature.

Il buio è solo una diversa coltre, spessa, meno trasparente, ma la mente vede attraverso di esso, vede un passato macchiato di errori che inducono rimorsi e costellato di vuoti che inducono strazio, e immagina un futuro che, come tale, ancora non c’è.

Lo sguardo s'abitua a distinguere particolari luminosi, che a poco a poco diventano insieme coerente; è come un quadro dai cupi colori: a poco a poco, lo osservi con più attenzione, ti avvicini ad esso e scopri riflessi cromatici più chiari e forme nitide che prendono forma dall'oscurità informe.

La mente supera gli ostacoli del sipario calato, delle luci spente del conosciuto, e scava dentro l'anima come dentro i concetti irrisolti, le questioni irrisolte, le domande che sembrano negarsi risposte che si celano oltre il buio.

L'anima s'apre a meditazioni spesso negate dalla luce del mondo, dai lumi del quotidiano.

L'oscuro t'avvolge ma non per accecarti, per immobilizzarti, per ingabbiarti: ti dà un'occasione per affinare una vista che ti sarà utile anche quando le tue torce del giorno dovessero affievolirsi o venire meno.

L'oscuro ti fa imparare a vedere in cantine, grotte, tane e caverne, rendendoti poi in grado di vedere meglio ciò che dal suolo emerge e dalle stelle è soffusamente inondato.