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venerdì 5 giugno 2026

Rimorsi e rimpianti

Dove corrono i giorni con la loro veloce lentezza?

Corrono lungo il piano inclinato dei rimorsi e dei rimpianti, del male che hai fatto e delle occasioni che hai perso.

Corrono e ti allontanano dal tempo delle speranze dell’avvenire, in cui l’orizzonte delimitava uno spazio delimitato dal sole che si leva e non da quello che tramonta.

Corrono e ti fanno rotolare verso una notte in cui comunque sai che troverai la pace del sonno.

domenica 22 marzo 2026

Passano i giorni

Passano i giorni, a volte sotto forma di corsa sfrenata lungo strade che i nostri piedi non sentono nemmeno e che i nostri occhi non vedono nemmeno, accecati dal dolore o dal rincorrere sogni sempre lontani, sempre irraggiungibili.

Passano i giorni, a volte lungo un tunnel di ore che sembra non finire mai, forse per la nebbia che dentro di noi ci impedisce di muovere passi timorosi, forse perché preferiamo non avanzare lungo percorsi che ci sono indifferenti per difenderci dal dolore delle disillusioni.

Passano i giorni: pagine bianche da riempire con l'inchiostro della vita che affrontiamo o da cui fuggiamo con la mina della matita indelebile dei nostri ricordi, fino a giungere, sereni o stremati, a scrivere la parola "fine" al nostro libro terreno.


giovedì 4 dicembre 2025

Mesta quiete



Masserizie e rottami beneficiano ormai della quiete dell'acqua, che ha smesso di ribollire la rabbia di Poseidon.

Nave che osasti sfidare il dio del mare, di te ormai non restano alla superficie dell'onde che residui brandelli sfuggiti agli abissi.

Mesta è la quiete di chi li raccoglie per portarli a una vedova o a un orfano, a una madre o a un padre, come conforto di un ricordo da serbare nell'inconsolabile dolore dei giorni e delle notti che verranno.


mercoledì 29 ottobre 2025

Le ferite rimangono aperte

Le ferite rimangono aperte, con illusorie cicatrici che svaniscono all'emergere dei ricordi, riaprendo labbra su carni di strazio.

I vuoti rimangono abissali, con caduche coperte che li nascondono come nebbia che si dissolve all'emergere del sole del vissuto.

Gli errori, i peccati, rimangono vivi nell’anima, salici piangenti dotati di spine che si piantano in essa quando soffia il vento del rimorso.

Ma si va avanti lo stesso, sperando che le nostre suole ci proteggano dalle pietre acuminate di cui è cosparso il sentiero della vita, pur sapendo che solo camminando scalzi potremo espiare le nostre colpe.

Le ferite rimangono aperte e tali ce le porteremo dietro lungo la via e i giorni che ci restano.

Il mondo distrae, gli affetti distraggono, ma il dolore che esse procurano durerà per sempre.

sabato 4 ottobre 2025

Giorni dell'adolescenza


Giorni dell'adolescenza, sbucati dalla spensieratezza dell'infanzia.

Giorni dell'adolescenza, in cui progetti ed avvenire ancora avevano sapore di certezza.

Giorni dell'adolescenza, in cui le nostre ambizioni si rispecchiavano nell'eco dei canti delle cicale.

Giorni dell'adolescenza, in cui non riconoscevamo nelle mute formichine lo specchio del nostro futuro.

Giorni dell'adolescenza, che il passato dipanatosi sulle nostre vite ha circondato con la sua nebbia e li fa apparire come isole felici affidate ai ricordi.


venerdì 3 ottobre 2025

Giorni


Giorni lunghi, nei quali l'attesa o l'angoscia, il dolore o la disperazione, ti portano a desiderare la parola fine o addirittura a non renderti nemmeno conto che il tempo passa e, forse, lavora per te.

Giorni corti, che però, nel loro soffio effimero misurato con l'infinitesimale numero di Chronos, contengono in sé l'Eternità, dove l'unico di ogni vissuto si espanderà all'infinito.

Giorni tormentati, nei quali l'anima vaga con la bussola in panne, alternando timori forse assenti dall'orizzonte e scenari confortanti forse destinati ad essere frantumati dallo scorrere della realtà.

Giorni sereni, nei quali l'anima assapora la pace dentro di sé, all'esterno di sé e in quello spazio inimmaginabile dove dimora Dio, e nei quali ognuno può respirare la brezza della saggezza, che rende carezzevoli sia le gioie della vita  che le sconfitte addolcite col coltivato frutto della rassegnazione.