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domenica 26 aprile 2026

Qual è l'odore della notte?

Qual è l'odore della notte, quando il sole non inonda più l'aria coi suoi profumi di luce e di attività?

Qual è l'odore della notte, quando il fresco effonde la sua fragranza su tutto ciò che è all'aperto, su tutto ciò che non è chiuso?

Qual è l'odore della notte, quando ti affacci alla finestra per respirare una quiete che forse non riesci a trovare dentro di te?

Qual è l'odore della notte, quando cerchi in essa e nel suo profondo respiro quella pace che non hai, quella serenità che la tristezza ti riempie di lacrimose coppelle, quel balsamo alle tue ferite che il tuo riflettere non amalgama per spalmarlo ma diluisce nell'acqua corrente dello strazio e della nostalgia?

Qual è l'odore della notte, quando le strade sfumano nel silenzio, quando i colori sfumano nell'oscurità, quando la tua presenza nel mondo sfuma in una muta solitudine?

Qual è l'odore della notte, che tu aspiri coi polmoni del corpo e con quelli dell'anima, per rinvigorire le tue membra e per tonificare il tuo essere vivo?

mercoledì 22 aprile 2026

Quale forma ha l'acqua?

Quale forma ha l'acqua? Quale veste indossa nella danza del mondo?

Forma di pace, di quiete, di leggero movimento, pronta a mutarsi in tempesta, in gorghi, in mulinelli, per poi ritornare quiete, dal rastrello del mondo appianata in placida distesa, come un sonno consolatore che dopo un incubo restituisce all'anima la tranquillità.

È mutevole come la vita, inafferrabile come la speranza, penetrabile come la cosa più fragile ma indistruttibile come la cosa più robusta.

La spazzi via e resistenza non oppone ma quando scorre ha la meglio sugli elementi più spigolosi e duri, e pian piano li smussa, li erode, li scava.

Evapora, sparisce al calore del tempo, come la vita svanisce al passare del Tempo, ma ritorna nel cielo una volta ricondensatasi in nuvole, come la vita migra nel passaggio al Cielo.

È culla di vita, è metafora di Vita. 

giovedì 4 dicembre 2025

Mesta quiete



Masserizie e rottami beneficiano ormai della quiete dell'acqua, che ha smesso di ribollire la rabbia di Poseidon.

Nave che osasti sfidare il dio del mare, di te ormai non restano alla superficie dell'onde che residui brandelli sfuggiti agli abissi.

Mesta è la quiete di chi li raccoglie per portarli a una vedova o a un orfano, a una madre o a un padre, come conforto di un ricordo da serbare nell'inconsolabile dolore dei giorni e delle notti che verranno.


mercoledì 26 marzo 2025

Lasciatemi cullare

Lasciatemi cullare, lasciatemi dondolare, lasciate che il mio pensare mi renda mare che con l’alta marea inonda il presente, erodendo della sabbia di un altro giorno la spiaggia della vita che ho ancora davanti, e che con la bassa marea mi faccia rinchiudere nelle profondità dei miei ricordi.

Lasciate che i minuti di quiete che precedono il sonno rimangano lo spazio inviolato della mia libertà, il prato soffice e morbido su cui i miei piedi nudi nel posarvisi non ne violentino l’erba ma si appoggino su di essa, traendone equilibrio e freschezza.

Lasciatemi cullare, lasciatemi dondolare fra la dolcezza di un ricordo e la rinfrancante speranza del domani,  fra la tenerezza di una frase sentita o detta durante il giorno che ha appena finito il suo compito e la tristezza per tante cose, per tante persone che lentamente declinano.

Lasciate che la grata gioia dei momenti vissuti sia lo specchio in cui io possa far riflettere per un po’ fantasie e progetti: fantasie che forse rimarranno come spunti per scritti; progetti che forse non si realizzeranno.

Lasciatemi cullare, lasciatemi dondolare, lasciatemi respirare all’unisono con l’Universo, lasciate che il mio cuore batta in sintonia col pulsare della vita in ogni altro essere vivente.

La notte mi aspetta, col sonno o con la veglia, con sogni o con incubi, con pensieri che confortano o che inducono preoccupazione. Il sonno prima o poi arriverà e mi preparerà un nuovo domani da affrontare.

Ma, almeno per un po’, lasciate che io guardi dentro di me, lasciatemi cullare.