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martedì 31 marzo 2026

Pensare all'Eternità guardando al vissuto

Pensare all'Eternità guardando al vissuto, in cui persone conosciute, emozioni provate e azioni compiute sono i mattoni di ciò che siamo.

Procedere nell'irrefrenabile corrente della vita costruendo esperienze, conoscenze, ricordi, che ci saranno di conforto quando davanti a noi si apriranno le cateratte dell'Infinito.

Se avremo vissuto bene, se potremo portare con noi le dolci carezze degli affetti ricevuti e di quelli dati, se nei ricordi persone e fatti riusciranno anche in quell'ora a strapparci un sorriso, sereno sarà il nostro andare incontro alla Fine.

È una consolazione morire vestiti del Bene donato e ricevuto, solida corazza che protegge dalla paura dell’ignoto.

È una maledizione partire per l’ultimo viaggio con la nudità dell’egoismo.


giovedì 27 novembre 2025

Mare

Mare fluido come la vita, dolce come la vita, amaro come la vita, crudele come la vita.

Mare in cui ti culli al caldo del sole o sotto un cielo stellato, abbandonandoti alle stesse sensazioni di pace, di sicurezza e di protezione, provate agli albori della vita nel liquido amniotico, liquido primordiale squarciato di colpo dal "big bang" del parto, dal tuo "big bang".

Mare in cui allegramente sguazzi credendoti inaffondabile e ignorando che basta un'ondata improvvisa o un istante di stanchezza o di distrazione per mandarti a fondo, perché nel letto del fiume della tua vita può sempre abbattersi a tempesta fulminante che tutto travolge, che tutto rimescola.

Mare in cui il navigare sembra placido e certo ma in cui non basta tendere lo sguardo al cielo per vedere le nubi messaggere di venti, e in cui bisogna volgere gli occhi alla superficie piana dell'acqua, perché anche gli scogli possono causare il naufragio: metafora dei tuoi sentieri, nelle cui pietre puoi anche inciampare.

Mare in cui tutto può cambiare, tutto può assumere il ruolo opposto a quello avuto fino ad allora; ed ecco dunque le placide acque, apparente sinonimo di rotta sicura, trasformarsi all’improvviso in leoni che emettono il ruggito dei venti; ed ecco invece gli scogli, apparenti o reali trappole per lo scafo della tua nave, trasformarsi in appigli, in ancore a cui aggrapparti se la tua imbarcazione sta colando a picco.

Mare che ti lambisce, che ti accarezza i piedi quando cammini sulla spiaggia, e che è dunque vicino, mare che tocchi, mare concreto, ma anche mare che spalanca davanti a te la sua immensa distesa: metafora dell'Infinito e dell’Ignoto.

Mare che tocchi con i tuoi piedi oppure, chinandoti, con le tue mani, e che sfugge immediatamente dai tuoi arti, come la sabbia che ti illudi di trattenere, come i sogni e le speranze, che il più delle volte scivolano via dalla tua vita.

Mare che ti sembra luogo di libertà, perché sulle sue onde non ci sono confini.

Mare che ti tiene prigioniero, sradicato dalla tua terra e dai tuoi cari, e che fa dunque di te un esule smarrito.

Mare nel quale ti immergi assaporando momenti di solitudine, al riparo dal rumore incessante della spiaggia del mondo.

Mare in cui non puoi sopravvivere a lungo e che devi presto lasciare per tornare alla terra, per tornare ai tuoi simili, per tornare alla vita, che da solitario non vale la pena di essere vissuta.


venerdì 3 ottobre 2025

Giorni


Giorni lunghi, nei quali l'attesa o l'angoscia, il dolore o la disperazione, ti portano a desiderare la parola fine o addirittura a non renderti nemmeno conto che il tempo passa e, forse, lavora per te.

Giorni corti, che però, nel loro soffio effimero misurato con l'infinitesimale numero di Chronos, contengono in sé l'Eternità, dove l'unico di ogni vissuto si espanderà all'infinito.

Giorni tormentati, nei quali l'anima vaga con la bussola in panne, alternando timori forse assenti dall'orizzonte e scenari confortanti forse destinati ad essere frantumati dallo scorrere della realtà.

Giorni sereni, nei quali l'anima assapora la pace dentro di sé, all'esterno di sé e in quello spazio inimmaginabile dove dimora Dio, e nei quali ognuno può respirare la brezza della saggezza, che rende carezzevoli sia le gioie della vita  che le sconfitte addolcite col coltivato frutto della rassegnazione.


sabato 27 settembre 2025

Freccia che vaghi senza bersaglio


Freccia che vaghi senza bersaglio,

      quale demiurgo maldestro ruppe la sacra unione Zen di arciere, freccia e bersaglio?


Freccia che vaghi senza bersaglio,

      non conosci attrito e procedi verso l’Infinito che è già in te, noumeno dell’Eternità.


Freccia che vaghi senza bersaglio,

      il tuo sibilo è un sonaglio muto che non mira ad annunciare un trionfo che non ci sarà, perché non ti conficcherai al centro di un cerchio tracciato su carta attaccata a legno né tantomeno trafiggerai il cuore di un essere vivente.


Freccia che vaghi senza bersaglio,

      rappresenti forse l’Idea, inaccessibile, inafferrabile, eternamente volante nel Cielo senza essere attratta verso il terreno del Tempo, senza essere diretta verso l’obiettivo della Storia?


Freccia che vaghi senza bersaglio,

      sei forse la rinuncia dell’uomo a conoscere la Verità durante la vita terrena, sei forse la sua domanda di Verità destinata in questa vita a non centrare quel bersaglio che è la Verità e che solo la mano di Dio potrà guidare col polso sicuro dell’arciere?


mercoledì 21 maggio 2025

Scivola via da me, o Tempo

Scivola via da me, o Tempo, moto primordiale che tendi all'Infinito e che nell'Infinito esaurirai la tua corsa.

Allontanami, o Tempo, dai passi che m’hai fatto compiere, dalle cose che magnanimo m'hai dato, dalle persone che crudele m'hai tolto.

Portami però sempre, o Tempo, la speranza che il tuo lasciarmi sempre più prossimo al sipario terreno sia solo un tuo andare avanti, un allungare il passo per prepararmi il trampolino da cui mi tufferò nell'Oceano dell'Infinito, non per annegare nel Nulla ma per ritrovare tutto e, soprattutto, tutti, in un Passato che si rifarà Presente e che vivrà per sempre. 

sabato 17 maggio 2025

Tendi, anima mia

Tendi, anima mia, verso un futuro fatto di passato che rimane e rimarrà, e di presente che guida verso l'Alto.

Mantieni, anima mia, i tuoi piedi ben saldi nel mio corpo terreno e non farlo precipitare nel mondo materiale su cui poggia i suoi, di piedi, ma aiutalo a farsi strumento del mio tendere verso l'Eterno.

Fa', anima mia, che il tuo bacino rimanga baricentro della mia fede e la rafforzi, come una bussola rende più sicura la rotta verso la Diritta Via.

Mantieni, anima mia, il tuo sguardo rivolto a Dio e continua a cercarLo anche quando le nuvole del mondo materiale sembrano nasconderLo ai miei occhi.

Tendi, anima mia, le tue braccia verso il Cielo e rendile frecce segnaletiche per guidare il mio tendere al Signore.

Distendi, anima mia, le dita delle tue mani verso l'Infinito:  dove i vuoti spalancatisi nel mondo terrestre saranno colmati da presenze ripristinate; dove le zolle del mio campo già rese brulle dal sole torrido del dolore ospiteranno nuovi prati di serenità e nuovi fiori di gioia; dove l'incontro con Dio riallaccerà legami che sono stati recisi dalla vita terrena, dal corrosivo scorrere del Tempo.


lunedì 28 aprile 2025

Versi d'ateo. Al professor Giuseppe Ricuperati

Fiori di poesia sbocciati dall’imperativo categorico di seguire soltanto la propria coscienza.

Sguardo su un Infinito delimitato con chiarezza dal realismo dell’immanenza.

Tenerezza e passione che sgorgano zampillanti dalla fonte di un’alma che non ha pretese di anelare all’eternità e che assapora la serenità di aspettare che cali ineluttabile il sipario del silenzio finale.

Poesia di un non credente: unica forma possibile di preghiera per lui. Preghiera laica.


Scritto ispiratomi dalla lettura del saggio di Giuseppe Ricuperati, Minima Muralia. Per una storia di me stesso non solo come storico, Biblion Edizioni.


venerdì 4 aprile 2025

Continua a regalarmi, mente mia

Continua a regalarmi, mente mia, il tuo essere tramite fra la mia anima e i miei sguardi del mondo.

Continua a regalarmi, mente mia, la capacità di vedere i dolori e le gioie negli esseri viventi che mi hanno circondato e in quelli che mi circondano.

Continua a regalarmi, mente mia, il flusso ritornante dei ricordi, che danno un senso al mio essere vivo.

Continua a regalarmi, mente mia, quella Ragione che mi consente di dare utilità a sensazioni ed emozioni.

Continua a regalarmi, mente mia, l'apertura della porta che consente alla mia anima di trasferire al mio viso i suoi sorrisi, i suoi strazi, le sue risa, le sue lacrime.

Continua a regalarmi, mente mia, la capacità di sentirmi vivo in questo mondo ma anche di essere proiettato in un mondo non caduco, infinito, eterno.