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martedì 2 giugno 2026

Rifletti

Rifletti, assaporando nella protettiva ombra il fresco ricordo del sole che nelle anime ha infuso la luce del giorno.

Rifletti sul senso profondo delle cose, la cui ricerca forse viene favorita dall'oscurità notturna, che però può anche confondere, usufruendo sì di silenziosa solitudine ma minacciata da incubi e sogni, da ancestrali paure.

Rifletti, scoprendo infine che questo tuo meditare, scavare, indagare, dà senso alla tua umanità, è base fondante del tuo essere nel mondo.


Riflessione ispiratami dall’indimenticabile Renata Di Leo.


domenica 26 aprile 2026

Qual è l'odore della notte?

Qual è l'odore della notte, quando il sole non inonda più l'aria coi suoi profumi di luce e di attività?

Qual è l'odore della notte, quando il fresco effonde la sua fragranza su tutto ciò che è all'aperto, su tutto ciò che non è chiuso?

Qual è l'odore della notte, quando ti affacci alla finestra per respirare una quiete che forse non riesci a trovare dentro di te?

Qual è l'odore della notte, quando cerchi in essa e nel suo profondo respiro quella pace che non hai, quella serenità che la tristezza ti riempie di lacrimose coppelle, quel balsamo alle tue ferite che il tuo riflettere non amalgama per spalmarlo ma diluisce nell'acqua corrente dello strazio e della nostalgia?

Qual è l'odore della notte, quando le strade sfumano nel silenzio, quando i colori sfumano nell'oscurità, quando la tua presenza nel mondo sfuma in una muta solitudine?

Qual è l'odore della notte, che tu aspiri coi polmoni del corpo e con quelli dell'anima, per rinvigorire le tue membra e per tonificare il tuo essere vivo?

lunedì 6 aprile 2026

Perché la notte?

Perché la notte ispira cupi o tristi pensieri?

Perché la notte ispira canzoni di riflessioni profonde?

Perché la notte ha ispirato più di una canzone del Maestrone?

Perché la notte è buio, è silenzio, e costringe l'essere pensante a fare i conti con se stesso e con la sua presenza nel mondo.

Perché la notte è ricerca del senso della vita, del senso della Verità, del senso di tante malinconie che sgorgano dai ricordi e dei tanti pianti che sgorgano dai rimorsi.

martedì 17 marzo 2026

Passa il tempo

Passa il tempo, è inutile fermarlo o corrergli dietro: ci illudiamo di afferrarlo ma è sabbia che scorre via dalle nostre dita.

Ci restano i ricordi, che in parte riempiono i vuoti e in parte li acuiscono.

Ci resta la via che si dipana tracciata dal tempo e che ci avvicina alla foce finale, dove la scia della vita terrena svanirà in silenzio nell'immenso mare dell'eternità.


mercoledì 4 marzo 2026

Parte del Tutto

Se siamo parte del Tutto, il nostro essere, il nostro pensare astraente è manifestazione parziale del Tutto oppure è ribellione al Tutto?

E il demiurgo che creò l'Universo, foss'anche scintilla imprevista e inconsapevole nell'immane concentrazione che precedette il Big Bang, è un datore d'amore oppure un creatore di disordine?

E il Silenzio cui prima o poi torneremo è ripristino di Armonia o punizione per avere osato turbarla? 

sabato 21 febbraio 2026

Parole e silenzio

Parole che mentono o che sono inadeguate ad esprimere gli stati dell'anima, i moti dell'anima.

Parole destinate a perdersi, forse con qualche effimera eco, che farà scemare nel vento l’urlo disperato o la rassegnata amarezza di chi le ha pronunciate.

Parole sorte dal silenzio e destinate ad essere assorbite dal silenzio, nell’indifferenza di chi dovrebbe ascoltare o con la gratitudine di chi ha voluto sentirle.

Un silenzio che ha i suoi suoni, dolci come quelli dell'armonia e della beatitudine o acuti, striduli come quelli dello strazio e dell'incomunicabilità.

Un silenzio che è metafora della notte, illuminata o meno dalla luna e dalle stelle.

Che le nuvole della cupezza e della freddezza altrui non entrino mai nel silenzio a frapporsi fra noi e la nostra luna, fra noi e le nostre stelle.


martedì 23 settembre 2025

Foglie d'autunno / 1


Foglie d’autunno, il rosso ruggine che inizia a ricoprirvi è come l’argento che compare nei capelli di uomini con un po’ di primavere alle spalle: segno del tempo che passa, segno del tempo passato.

Foglie d’autunno, avete quasi esaurito la vostra funzione: fra qualche settimana leggere cadrete a terra, staccate da un legame che si sarà già esaurito: quello con la vita, che vi ha fatto risplendere al sole e che ora vi abbandona all’imminente caducità.

Foglie d’autunno, cadrete in silenzio, senza lamentarvi della fine sopraggiunta, senza nemmeno essere state consapevoli di essa.

Foglie d’autunno, vi decomporrete e diventerete letto per nuove forme di vita.

Foglie d’autunno, con serena tristezza vi vedrò cadere. 

venerdì 19 settembre 2025

Falso amore


Rinnegare se stessi non ha senso per sperare nell'amor profano.

Comprimere di sensi, imprigionare di desideri, è amore malsano, è masochismo da evitare.

Nessuna persona amata merita il sacrificio di rinunciare ad essere se stessi.

Tempo sprecato, tempo colpevolmente gettato via, quello di anteporla al diritto di ricevere gioia.

Il vero amore bandisce il piedistallo su cui mai si deve porre l'oggetto vivente a cui s'aspira.

La vita è troppo breve, è un giardino temporale troppo ristretto per riempirlo di ceneri, per rinunciare a colmarlo di tutti i fiori che essa può dare.

Fiori su cui deve cadere la rugiada della gioia e non l’acqua amara del pianto.

Un amore che tace non merita notti di lacrime: alla crudeltà del silenzio si deve reagire imboccando nuovi sentieri e non inginocchiandosi davanti ad esso né offrendosi come schiavi inermi.

Rinunciare a se stessi non è affatto un donarsi, è solamente un suicidio d'amore.


lunedì 15 settembre 2025

Dove va a finire il suono?


Dove va a finire il suono?

Dove va a planare coi suoi sempre più silenti scampoli di agonia?

Dove si disperde alla fine della sua stremata corsa?

Energia che s'annulla, respiro che muore in gola, tuffo nel nulla, nell'oblio?

Che differenza fa se è stato udito e accolto, sentito e catturato solo per poco oppure ignorato del tutto?

Ma forse il suo sciogliersi nel silenzio è solo riposo e non morte, è solo scomporsi per poi riacquistare forma per rimettersi in gioco, è solo traslarsi in un'altra dimensione, dove sostanziarsi d'eterno, deve sostanziarsi di Dio.


sabato 6 settembre 2025

Cosa c'è in fondo al mare?


Cosa c'è in fondo al mare?

Cosa nasconde l'impenetrabile pressione che ci impedisce di spingersi negli abissi?

Coltre oscura, specchio di ciò che si annida nella mente e che abbiamo paura a discoprire.

Specchio di un passato che l'Umanità tende a sommergere con l'oblio di oceani di silenzio salmastro?

Specchio di un futuro nel quale precipiteremo a forza di non emendare i nostri errori?

Cosa c'è in fondo al mare?

Forse solo la barbarie del nulla.


martedì 2 settembre 2025

Che cosa chiede la persona a se stessa?


Che cosa chiede la persona a se stessa, quando il pendio del Declino corre già sotto i suoi piedi induriti, forse piagati, dall'insensibile scorrere del Tempo?

Che cosa chiede la persona a se stessa, quando l'orizzonte gli appare, ed è, sempre più basso, sempre più buio, quando forse è prossimo ormai l'inizio del Tramonto dopo cui il sole del domani più non risorge?

Che cosa chiede la persona a se stessa, quando progetti, sogni e speranze hanno in lei ceduto il posto alla straziante contabilità dei vuoti da cari volti lasciati?

Che cosa chiede la persona a se stessa, quando i ricordi cessano d'essere sprone ad agire, a costruire futuro, e diventano full time di giornate trascorse a sorbire con quiete o con strazio la malinconia di gioie passate e l'atrocità di perdite subite, le cui ferite a sanguinare continuano ancora?

Che cosa chiede la persona a se stessa, quando si approssima ai confini dell'esistenza, quando la Fine non è più soltanto oggetto di dotto filosofare ma diventa inallontanabile meta che si avvicina sempre di più?

Forse chiede soltanto di poter scivolare in silenzio lungo il pendio del Declino e di resistere alla tentazione di ingaggiare col Fato una lotta che sarebbe soltanto una vana pugna. 

domenica 29 giugno 2025

È notte / 1

È notte: dormono i fiori, dormono gli alberi, dormono i gatti randagi respinti dal mondo; il sonno non viene a placare benigno la mia solitudine.

È notte: contemplo con gli occhi appannati da lacrime trattenute i vuoti che lo scorrer del tempo mi ha regalato, il dolore per pratiche d'affetto che si riapriranno, l'amarezza per occasioni di futuro che nel silenzio sono svanite.

È notte: mi domando a che serve aspettare una nuova alba se la mia vita è ormai diretta verso un tramonto che ancora non vedo, se mi trovo di nuovo costretto a far abortire, a castrare i miei sogni e le mie speranze perché sempre mi recano l'amarezza di porte sbattute in faccia o nemmeno aperte.

È notte: tristezza non provo ma non so se sia per raggiunta saggezza o per un nuovo strato di ghiaccio che di nuovo avvolge il mio cuore stanco di troppe ferite riportate sui campi di battaglia della vita.

È notte: nessuno mi vede, nessuno mi sente, nessuno mi legge; potrei lasciarmi andare ad un lenitivo pianto liberatore, che però non viene; forse non desidero più soffrire, forse l'ultima speme s'è dissolta ripulendomi il cuore e l'anima dalle radici della pianta che fa guardare al domani con gioia ed entusiasmo.

È notte: non amo, non odio, non tremo per la paura di perdere chi m'ha voltato le spalle, non fremo più per un pensiero di dolcezza e d'amore.

È notte: in me vive soltanto la consapevolezza di non saper dove andare nei giorni che m'aspettano ancora, di dover trascinare i miei passi senza una meta precisa, cercata, voluta, sperata; sono una nave con le vele non più spiegate e al mare m'affido indifferente, senza più provare differenze tra vento e bonaccia.

È notte: non è il silenzio di queste ore all'assopimento deputate ad avermi fatto distogliere lo sguardo verso l'avvenire ma un altro silenzio, che continua a farmi male nonostante io abbia chiuso le finestre per non cercare più echi che non verranno.

È notte: ore 1.31, smetto di scrivere, come ho già smesso di sperare nelle aurore di giorni felici.


13 febbraio 2019.

mercoledì 18 giugno 2025

Notte, accoglimi


Notte, accoglimi fra le tue protettive braccia, che di sostanza e di colore bisogno non hanno.

Fa' che il mio chiudere gli occhi davanti al tuo silenzioso buio sia una serena porta che riflessioni armoniose e serene nella mente m'induca.

Fa' che il tuo cullarmi oscuro nel sonno popolato sia dei fuochi fatui dei sogni, che come semi fecondi nella realtà del giorno daranno vita ai germogli dei miei pensieri da veglio.

Fa' che il mio corpo trovi in te il rinfrancante bagno del riposo, per risvegliarsi tonificato all'unisono con la mia anima aperta in un sorriso per accogliere grata le sfide e le gioie d'un nuovo giorno.