Perché avere paura di Ade, temuto custode
d’anime che tutti noi inesorabile attende, quando spesso gli Inferi li viviamo
in questa vita?
Perché avere paura di Ade e del suo
cavernoso regno, quando l'assenza di persone care che a noi più non torneranno
riempie le nostre ore di vuoti ancora più oscuri?
Perché avere paura di Ade, che misterioso
è appostato oltre la porta finale del nostro terreno cammino, quando
l'orizzonte del domani cela scenari di vita ugualmente oscuri?
Perché avere paura di Ade e immaginarcelo
come monarca del regno di dolore e di espiazione, quando forse altro non è che
albergatore di stanze adibite al sereno ed eterno riposo per noi che, liberati
dal corpo, diventeremo puro spirito, anime libere che solo la letteratura
antica ha dipinto come ombre tristi? Che tristezza ci può mai essere nel
ritrovare i cari che abbiamo perduto?
Perché avere paura di Ade e immaginarcelo
come monarca dell’inghiottente abisso dentro cui tutto perderemo, quando
potrebbe essere il giardiniere del celeste prato illuminato dall'alba eterna,
dove ritroveremo tutto e, soprattutto, tutti?