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sabato 10 gennaio 2026

Notti

Notti in cui le stelle sono gocce di luce, che cade leggera come calda pioggia.

Notti in cui la luna ci induce a nostalgie che il giorno poi sloggia.

Notti in cui il respiro rallenta, diventando sereno e profondo,

Notti in cui nell'anima aumenta il disio del sacro, del silenzioso ascolto di Dio.

Notti che puoi dedicare all'ascolto di quello ch'è stato  il tuo passato: un ricordo che hai appena raccolto può riportarti ad un tempo andato, in cui qualcuno affetto t'ha tolto, in cui qualcuno amore t'ha dato.

Notti in cui il male che hai compiuto in pensieri, parole, opere ed egoistiche omissioni ti assale, ti strazia, ti artiglia, ti dilania e solo il sonno ti reca sollievo annunciandosi col suo benigno torpore e facendoti sprofondare in qualche ora di pace.


lunedì 29 dicembre 2025

Nei giardini di pietra

Nei giardini di pietra respiri una pace serena, anche se galleggia su lacrime di rimpianto uscite all’aperto o trattenute nell’anima.

Mentre cammini sulla ghiaia dei sentieri, la morte ti appare dolce madrina, parte integrante seppur finale del percorso della vita.

Chi silente riposa sotto o dietro un litico manto non ti sembra perduto ma solo allontanato lungo una via che prima o poi percorrerai anche tu.

Di colpo la pace svanisce: ti trovi di fronte a due date troppo ravvicinate fra loro. Una struggente tristezza ti prende di fronte al sepolcro di un bambino e, che tu abbia fede o no, ti prende l’irrazionale e ingiusto sospetto sulla crudeltà di Dio.

Sopra una tomba sdraiato è un cane: i suoi occhi dolenti rivelano la sua ferma volontà di non separarsi da chi gli ha dato cibo e carezze.

A questa commovente e sublime prova di amore assoluto fanno da amaro contrasto decine di tombe abbandonate all’incuria, che ospitano i corpi di persone dimenticate in fretta da parenti ed amici, da quelli che solo di nome possono essere definiti “i loro cari”.

Ma altri sarcofagi dimostrano invece ben altro atteggiarsi: scritte traboccanti d’amore nel ricordo e freschi fiori provano che non tutti sono caduti nell’oblio dell’ingratitudine.

In fondo, i giardini di pietra sono lo specchio fedele della città dei vivi, in cui trovi di tutto: dall’amore all’insensibilità, dall’affetto alla solitudine.