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domenica 16 agosto 2026

Rumori lontani


Rumori lontani echeggiano dal pozzo profondo della mente: ribollire di gioia e di tristezza, di amore e di dolore.

Sono passato che non ritorna ma che come un fiume continua a scorrerti dentro: ti chini, tendi invano la mano, che non riesce a sfiorarli, ma il loro ribollire rimane nel tuo cuore.

Rumori lontani, ridotti a sussurri, che l'anima riascolta provando dolcezza o strazio.

Il tempo, crudele o benigno, da te li allontana ma essi per sempre continueranno a parlarti di cose e persone che non torneranno.

martedì 28 luglio 2026

Rose

Rosa della politica: i petali rossi sfolgoranti della società perfetta, senza ingiustizie; le spine del totalitarismo che fanno scoppiare il palloncino d’aria dell’utopia.

Rosa della religione: i petali celesti dal profumo inebriante della vicinanza di Dio, del contatto con Dio, del dialogo con Dio; le spine del fondamentalismo e dell’intolleranza che, tradendo Dio, opprimono, violentano, uccidono.

Rosa dell’amore: i petali rosa del sentimento più dolce e i petali rossi della passione più travolgente; le spine che, inaspettate o annunciate, fanno sanguinare il cuore anche molto tempo dopo essere state staccate dalla carne.

Rosa dell’amicizia: i petali gialli della vivacità dello scambio di aiuti, idee, confidenze e spensieratezze; le spine dello svanire all’improvviso, del dileguarsi in un nulla che sa di tradimento, dell’impegno a far durare un legame che dovrebbe essere un bastone su cui potersi sempre appoggiare.


mercoledì 10 giugno 2026

Riscoperta

Che cos'è Amore? Dio, entità, concetto, pensiero, valore?

Che cos’è se non una domanda che esplode all'esterno verso la millenaria nebbia di mistificazioni e censure, di distruzioni e oppressioni del suo vero senso, che è unità?

Chi cerca Amore deve muoversi alla sua riscoperta, in una nuova cerca del Graal.

Riscoperta dell'inscindibile unità di Eros e Agape, di carne e spirito, di corpo e anima.

Riscoperta del femminino sacro, di Ishtar e Astarte, di Afrodite-Venere, di una dimensione civile in cui era la dea madre ad influire sul mondo, in cui la donna, ogni donna, era dea, da amare, da rispettare, da venerare, come compagna di vita, come generatrice attiva di vita.

Riscoperta dell'unione, dell'amplesso, del coito, non come atto di sopruso e di violenza, di sopraffazione e di conquista maschile, ma come atto condiviso, come reciproco donarsi di anime e di sensi.

Riscoperta, in fondo, del solo senso in cui la vita diventa Vita.

domenica 17 maggio 2026

Ricordi vestiti di spine

Ricordi vestiti di spine: l’assenza non li rende meno dolci ma è una dolcezza che punge e lacera l’anima di chi li accarezza specchiandosi nell’abissale vuoto che si è aperto in lui.

Ricordi vestiti di spine: aculei che sono rimorsi e rimpianti per non avere riempito abbastanza d’amore, premure e attenzioni la vita di chi vita non ha più.

Ricordi vestiti di spine: sorrisi grati e commossi, che chi è rimasto a piangere rivolge a chi l’ha lasciato dopo avergli tanto donato; mesti sorrisi accompagnati da lacrime amare, zampillanti dagli occhi, riganti le gote e increspanti la bocca; sorrisi che non rivelano più gioia ma solo dolente tristezza.

Ricordi vestiti di spine: grani di un rosario da recitare fino alla fine dei giorni terreni, fino all’Amen finale.

mercoledì 4 marzo 2026

Parte del Tutto

Se siamo parte del Tutto, il nostro essere, il nostro pensare astraente è manifestazione parziale del Tutto oppure è ribellione al Tutto?

E il demiurgo che creò l'Universo, foss'anche scintilla imprevista e inconsapevole nell'immane concentrazione che precedette il Big Bang, è un datore d'amore oppure un creatore di disordine?

E il Silenzio cui prima o poi torneremo è ripristino di Armonia o punizione per avere osato turbarla? 

giovedì 22 gennaio 2026

Oggetti

Oggetti fabbricati dall’uomo per esigenze quotidiane della vita che scorre o per dare forma a un pensiero, a un’idea, a un sentimento, a un’emozione, forma che rimanga oltre la vita che scorre.

Oggetti intagliati, assemblati, ottenuti da fusione, per aiutare o per ostacolare, per salvare o per uccidere, per soddisfare chi li fa o per regalare ad altri un momento di gioia.

Oggetti diventati tali da materia modificata, trasformata, trasfigurata, che ha acquisito in sé la spiritualità di chi li ha fatti o donati, che ha assorbito in sé tutto l’amore di chi di qualcosa s’è privato per dare felicità ad una persona cara.

Oggetti custoditi con amore e riconoscenza immutati per ricordare i gesti d’affetto che ne furono all’origine oppure dimenticati, trascurati, gettati via, con un’indifferenza che è specchio veritiero dell’ingratitudine. 

sabato 10 gennaio 2026

Notti

Notti in cui le stelle sono gocce di luce, che cade leggera come calda pioggia.

Notti in cui la luna ci induce a nostalgie che il giorno poi sloggia.

Notti in cui il respiro rallenta, diventando sereno e profondo,

Notti in cui nell'anima aumenta il disio del sacro, del silenzioso ascolto di Dio.

Notti che puoi dedicare all'ascolto di quello ch'è stato  il tuo passato: un ricordo che hai appena raccolto può riportarti ad un tempo andato, in cui qualcuno affetto t'ha tolto, in cui qualcuno amore t'ha dato.

Notti in cui il male che hai compiuto in pensieri, parole, opere ed egoistiche omissioni ti assale, ti strazia, ti artiglia, ti dilania e solo il sonno ti reca sollievo annunciandosi col suo benigno torpore e facendoti sprofondare in qualche ora di pace.


lunedì 29 dicembre 2025

Nei giardini di pietra

Nei giardini di pietra respiri una pace serena, anche se galleggia su lacrime di rimpianto uscite all’aperto o trattenute nell’anima.

Mentre cammini sulla ghiaia dei sentieri, la morte ti appare dolce madrina, parte integrante seppur finale del percorso della vita.

Chi silente riposa sotto o dietro un litico manto non ti sembra perduto ma solo allontanato lungo una via che prima o poi percorrerai anche tu.

Di colpo la pace svanisce: ti trovi di fronte a due date troppo ravvicinate fra loro. Una struggente tristezza ti prende di fronte al sepolcro di un bambino e, che tu abbia fede o no, ti prende l’irrazionale e ingiusto sospetto sulla crudeltà di Dio.

Sopra una tomba sdraiato è un cane: i suoi occhi dolenti rivelano la sua ferma volontà di non separarsi da chi gli ha dato cibo e carezze.

A questa commovente e sublime prova di amore assoluto fanno da amaro contrasto decine di tombe abbandonate all’incuria, che ospitano i corpi di persone dimenticate in fretta da parenti ed amici, da quelli che solo di nome possono essere definiti “i loro cari”.

Ma altri sarcofagi dimostrano invece ben altro atteggiarsi: scritte traboccanti d’amore nel ricordo e freschi fiori provano che non tutti sono caduti nell’oblio dell’ingratitudine.

In fondo, i giardini di pietra sono lo specchio fedele della città dei vivi, in cui trovi di tutto: dall’amore all’insensibilità, dall’affetto alla solitudine.


sabato 13 settembre 2025

Dona


Dona: il materiale di cui ti privi ti rende più leggero e meno faticoso sarà il tuo cammino lungo il sentiero della vita.

Dona: lo spirituale che dai non ti viene tolto, è un copia/incolla che raddoppia il bene.

Dona: la gratuità del tuo gesto è misericordiosa forbice che recide il legame col tuo egoismo.

Dona: non pretendere gratitudine, spera soltanto che chi riceve qualcosa da te ricavi dal tuo piccolo gesto la spinta all’emulazione.

Dona: la gioia che vedi nel sorriso di chi riceve ciò che dai è un decimo di quella che provi dentro di te.

Dona: è la più bella concretizzazione dell’Amore.

venerdì 1 agosto 2025

Nuova canzone del bambino nel vento (Gaza)

Son morto, sotto il cemento;

son morto in cerca di pane;

le bombe israeliane

m’han fatto volar nel vento,

adesso volo nel vento.


A Gaza regna la fame,

l’orrore ancor non è spento,

dovunque c’è solo inferno

e adesso volo nel vento,

adesso volo nel vento.


A Gaza solo macerie,

un solo fatal tormento

ma intanto non passa ora

che si spari qui nel vento,

seminando morte e sgomento.


Domando come può l’uomo

sopprimere tanti innocenti,

eppure di noi fan strage

i missili qui nel vento,

siam polvere qui nel vento.


Ancora scoppian granate;

non sazio, non è contento

di sangue l’umano mostro

e ancora soffriam nel vento

e ancora muoiam nel vento.


Domando quando sarà

che l’uomo potrà trovare

il modo di non ammazzare

e il vento riposerà

e in pace riposerò,


Domando quando sarà

che l’uomo potrà trovare

la via del non odiare

e il vento si poserà,

e in pace riposerò,

l’amore ritornerà.


Versi adagiati sulla musica della Canzone del bambino nel vento (Auschwitz) di Francesco Guccini.


martedì 22 luglio 2025

Negli occhi di un cane

Negli occhi di un cane

vedo la purezza del Creato.

 

Negli occhi di un cane

vedo la luce degli angeli.

 

Negli occhi di un cane

vedo la bontà di Dio.

 

Negli occhi di un cane

vedo l’amore di Dio.

 

Negli occhi di un cane

vedo il donarsi di Dio.

 

Negli occhi di un cane

vedo il sacrificarsi di Dio.

 

Negli occhi di un cane

vedo il perdonare di Dio.

 

Negli occhi di un cane

vedo la somiglianza con Dio.


domenica 22 giugno 2025

Un fiore mi guarda


Un fiore mi guarda: resiste all'inverno, come io resisto alla vita.

Con i suoi delicati petali si specchia nella mia fragilità.

Cerca da me uno sguardo dolce ed un sorriso, con cui poter essere ricambiato del suo dono di dolcezza.

Gli rivolgo l'uno e l'altro: almeno io non resto muto davanti ai regali d'amore, almeno io so essere riconoscente.

Un fiore mi guarda: sarà bello dividere con lui la brezza di primavera, il sole d'estate, la rugiada che dona forza ed ottimismo; sarà bello appassire insieme a lui, dopo un reciproco e lungo scambio di riconoscenza.


8 febbraio 2019.


giovedì 24 aprile 2025

Ricordo di Papa Francesco. Un sorriso si stende sul mondo

Un sorriso si stende sul mondo.

Scaturisce da duplice fonte:

la bontà di un'anima pura

e la fede nel Dio d'amore.

 

Quel sorriso conforta chi soffre,

quel sorriso regala coraggio

a chi vuole controcorrente

camminare in un mondo cattivo.

 

Quel sorriso si mantiene intatto

anche quando il dolore s'impone

per lo strazio di vite tranciate:

un sorriso che da balsamo fa.

 

Quel sorriso allieta i bambini,

gioia regala ai sofferenti,

accarezza i canuti anziani,

entusiasmo ai giovani dà.

 

Quel sorriso dà senso alla vita

di chi non smette di cercare Dio.

Quel sorriso è un dono di Dio.

È il sorriso di Papa Francesco.