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martedì 8 settembre 2026

Sbocciamo ogni giorno alla vita


Dopo la buia notte, col freddo a nutrire gli incubi e la rugiada a confortarci coi sogni, sbocciamo ogni giorno alla vita, tendendo al sole di nuovo sorto i petali delle nostre speranze e le spine dei nostri timori.

Sbocciamo ancora alla vita, coltivando nella mane tornata la forza a tutti fornita da un'altra dischiusa giornata.


Copyright © 2026 Gian Contardo Colombari

tutti i diritti riservati 

sabato 20 settembre 2025

Fiori


Fiori che sbocciano in primavera, stagione della speranza non ancora bruciata dal sole torrido dell'estate, della disillusione.

Fiori che sbocciano al mattino, dopo che la notte col suo sonno ha nutrito le piante della rugiada, dell'illusione.

Fiori che, appena spuntati alla luce del mondo, portano addosso i vivaci colori della vita, le arzille policromie dei sogni, dei progetti, delle ambizioni di ognuno di noi.

Fiori che a volte vengono recisi dalla lama di una falce, come quegli amori che vengono tranciati da un netto rifiuto o da un eloquente silenzio.

Fiori che lentamente appassiscono, divorati dalla sete, che a poco a poco fa svanire nel nulla la presunzione di mille promesse protese a millantare l'eternità di un amore che prima o poi si esaurirà, nel breve o lungo cammino di una vita a due, perché non si è voluto accettare che ogni esperienza non può rimanere immutata nel tempo, o nella frustrante solitudine della stupida testardaggine di chi non si vuole rassegnare alla certezza che la persona amata mai sarà sua, di chi si ostina a non voltare pagina.

Fiori che vedi bellissimi senza accorgerti delle spine acuminate che ti lacerano la pelle delle dita e l'impalpabile anima quando cerchi vanamente di raccoglierli.

Fiori che diventano, nella mente di chi sa fermarsi a vedere intorno a sé, una limpida allegoria della vita.


venerdì 19 settembre 2025

Falso amore


Rinnegare se stessi non ha senso per sperare nell'amor profano.

Comprimere di sensi, imprigionare di desideri, è amore malsano, è masochismo da evitare.

Nessuna persona amata merita il sacrificio di rinunciare ad essere se stessi.

Tempo sprecato, tempo colpevolmente gettato via, quello di anteporla al diritto di ricevere gioia.

Il vero amore bandisce il piedistallo su cui mai si deve porre l'oggetto vivente a cui s'aspira.

La vita è troppo breve, è un giardino temporale troppo ristretto per riempirlo di ceneri, per rinunciare a colmarlo di tutti i fiori che essa può dare.

Fiori su cui deve cadere la rugiada della gioia e non l’acqua amara del pianto.

Un amore che tace non merita notti di lacrime: alla crudeltà del silenzio si deve reagire imboccando nuovi sentieri e non inginocchiandosi davanti ad esso né offrendosi come schiavi inermi.

Rinunciare a se stessi non è affatto un donarsi, è solamente un suicidio d'amore.