Sale del dialogo e della conoscenza reciproca,
diluito nel mare di folla in cui la sfuggente acqua dello sfuggire agli altri è
preponderante rispetto alla salina del darsi agli altri.
Sale racchiuso nella miniera di persone che troppo hanno sofferto e le cui gemme d’amore e d’amicizia devono essere estratte con dolci picconi.
Sale che scioglie il ghiaccio dell’odio e della diffidenza, e conserva a lungo il cibo dell’anima costituito da preziosi ricordi e da belle amicizie.
Sale delle parole proferite senza rispetto e senza sensibilità, che rende più dolorose situazioni di sofferenza.
Sale dei proiettili, che sciolgono vite umane come lumache.
Copyright © 2026 Gian Contardo Colombari
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