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martedì 2 giugno 2026

Rifletti

Rifletti, assaporando nella protettiva ombra il fresco ricordo del sole che nelle anime ha infuso la luce del giorno.

Rifletti sul senso profondo delle cose, la cui ricerca forse viene favorita dall'oscurità notturna, che però può anche confondere, usufruendo sì di silenziosa solitudine ma minacciata da incubi e sogni, da ancestrali paure.

Rifletti, scoprendo infine che questo tuo meditare, scavare, indagare, dà senso alla tua umanità, è base fondante del tuo essere nel mondo.


Riflessione ispiratami dall’indimenticabile Renata Di Leo.


sabato 4 aprile 2026

Perché avere paura di Ade?

Perché avere paura di Ade, temuto custode d’anime che tutti noi inesorabile attende, quando spesso gli Inferi li viviamo in questa vita?

Perché avere paura di Ade e del suo cavernoso regno, quando l'assenza di persone care che a noi più non torneranno riempie le nostre ore di vuoti ancora più oscuri?

Perché avere paura di Ade, che misterioso è appostato oltre la porta finale del nostro terreno cammino, quando l'orizzonte del domani cela scenari di vita ugualmente oscuri?

Perché avere paura di Ade e immaginarcelo come monarca del regno di dolore e di espiazione, quando forse altro non è che albergatore di stanze adibite al sereno ed eterno riposo per noi che, liberati dal corpo, diventeremo puro spirito, anime libere che solo la letteratura antica ha dipinto come ombre tristi? Che tristezza ci può mai essere nel ritrovare i cari che abbiamo perduto?

Perché avere paura di Ade e immaginarcelo come monarca dell’inghiottente abisso dentro cui tutto perderemo, quando potrebbe essere il giardiniere del celeste prato illuminato dall'alba eterna, dove ritroveremo tutto e, soprattutto, tutti?

giovedì 18 dicembre 2025

Morte come passaggio

Le coscienze, le anime si separano dai corpi.

Astrazione pura.

Inevitabile tensione verso l'Eternità, oltre il divorzio dal mondo degli atomi e delle cellule.

Inevitabile tensione verso Dio.

mercoledì 19 novembre 2025

Medusa. Riflessioni sull'omonimo dipinto di Patrizia Bonazelli


Gorgo di pietra è l'abisso da cui assassina proviene.

Gorgo di morte è lo sguardo che nella morte seco trascina chi incauto la osserva.

Alle sue spalle cupo vortica il Caos di notte da cui emerge, il Caos del buio senza fine, dell'oscurità senza ritorno.

Sul suo capo vorticano spirali d'oblio in attesa di risucchiare le sue incaute vittime, sul suo capo cinto da serpentifera chioma, pronta a somministrare morsi velenosi, letali.

La sua serrata bocca fredda ed astuta nasconde zanne di cinghiale, pronte a carpire anime e corpi.

Le sue mani sono bronzee trappole, pronte ad afferrare anime e corpi.

Solo l'alata leggerezza di Perseo, di specchio dotato, riuscì ad avere la meglio su di lei dormiente.

L'eroe la testa le troncò, evitando il destino di pietra ad altri toccato.

Dal suo capo reciso schizzarono tosto l'equino Pegaso e Crisaore: simbolo della Vita che libera fugge dalla prigionia della Morte.


Riflessione ispiratami dalla visione del dipinto "MEDUSA" dell'Artista Patrizia Bonazelli.