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venerdì 5 giugno 2026

Rimorsi e rimpianti

Dove corrono i giorni con la loro veloce lentezza?

Corrono lungo il piano inclinato dei rimorsi e dei rimpianti, del male che hai fatto e delle occasioni che hai perso.

Corrono e ti allontanano dal tempo delle speranze dell’avvenire, in cui l’orizzonte delimitava uno spazio delimitato dal sole che si leva e non da quello che tramonta.

Corrono e ti fanno rotolare verso una notte in cui comunque sai che troverai la pace del sonno.

domenica 19 aprile 2026

Cala il tramonto

Cala il tramonto, offuscando i colori illuminati dal sole, confondendo i colori dando loro tinte sempre più cupe e indistinte, offendendo i colori.

Cala il tramonto, cancellando il rosa dei fenicotteri appoggiati sulla quasi inesistente profondità di uno stagno o di un lago, per scurire il loro manto fino a confonderlo col buio della notte, rendendo ancora più indifesa oppure proteggendola dai predatori diurni la loro gracile corporatura.

Lo sguardo si intristisce pensando alla dolcezza e alla tenerezza del rosa svanito e richiama alla memoria altre dolcezze e tenerezze perdute o rifiutate.

Cala il tramonto ma effimero è il buio che porta: passata la notte, il sole illuminerà di nuovo il rosa dei fenicotteri.


Riflessione ispiratami dalla visione dell’acquerello su cartoncino "Fenicotteri al tramonto" dell'Artista Patrizia Bonazelli.


giovedì 15 gennaio 2026

Occhi

Occhi neri: il buio che seduce, l’ignoto che attira, la sete di conoscenza e di esperienze che ti attira verso il non ancora conosciuto, verso il non ancora provato.

Occhi azzurri: la tensione verso il cielo, verso la leggerezza, verso la libertà, il fascino del mare, della profondità, dell’immersione in mondi diversi dal tuo, la serenità che sopra di te e sul mondo sta vegliando Dio.

Occhi verdi: il tuffo nella vita, nella prodigiosa architettura vegetale, nella Natura, il germogliare di pensieri, idee, progetti, all’insegna della speranza.

Occhi castani: la maturità delle piante ormai adulte, la serenità di chi accetta il proprio tramonto, la dolce tristezza delle cose passate e ormai proiettate in un tempo breve.

Occhi grigi: l’amarezza di una vita segnata dagli acidi solchi del dolore e delle delusioni, la perdita della speranza ormai assente lungo la teoria di giorni da consegnare alla noia e alla solitudine, l’offuscarsi del futuro ormai proiettato verso la parola “fine”.

Occhi arrossati: effetto del pianto, ustione dei rimorsi per i peccati che hai commesso, fiamme che ti danno le amate immagini dei tuoi cari perduti con la consapevolezza che rimani scottato dal vuoto che hanno lasciato in te.

giovedì 8 gennaio 2026

Non spalancare

Non spalancare i tuoi occhi in una cascata di lacrime destinate a disperdersi nella palude dell’indifferenza, che le sofferenze altrui ingoia senza fermarsi ad assaporarne l’urticante e acido gusto.

Non spalancare i tuoi occhi se non per vedere un fiore o per rimirare un tramonto.

Non spalancare la tua bocca in una cascata d’urla di dolore destinate a non trovare eco in un mondo sempre più sordo, in cui esse si dissolverebbero senza nemmeno toccare terra, senza nemmeno trovare un sepolcro negli altrui ricordi.

Non spalancare la tua bocca se non per dare conforto o per infondere coraggio.

Non spalancare le tue orecchie in una cascata d’attese fatte di ascolti destinate a non trovare risposte alle tue richieste, d’aiuto o d’amore, senza spesso trovare nemmeno la schiettezza del rifiuto ma soltanto la crudeltà del silenzio.

Non spalancare le tue orecchie se non per sentire un soave canto d’uccello o per farti cassa di risonanza delle onde del mare.

Non spalancare le tue mani in una cascata di dita distese destinate a farti perdere la preziosa sabbia di ciò che hai dalla vita ricevuto o conquistato, senza spesso trovare nemmeno qualcuno pronto ad aiutarti a superare l’ostacolo che avevi davanti.

Non spalancare le tue mani se non per offrire un disinteressato aiuto o per elargire un gioioso saluto.

Non spalancare lo scrigno delle tue sofferenze, delle tue amarezze, dei tuoi rimpianti, dei tuoi rimorsi: triste forziere destinato a non essere alleggerito dei dolenti monili che contiene, anzi, a raccoglierne sempre di nuovi.

Non spalancare al mondo se non la tua dura scorza di anima che non s’arrende e che, nonostante tutto, continua ad inoltrarsi nel cammino della vita.

 

Scritto ispiratomi dalla lettura del post “Non piangere piccola mia” di mio cugino Luca Gambarelli.

Luchetto carissimo, è orgogliosa gioia per me, torrente che da tempo scorre nella prateria dei versi, specchiarmi nella fonte limpida e fresca della tua grande vena poetica.

 


lunedì 5 gennaio 2026

Nel sole che tramonta

Nel sole che tramonta c'è l'addio di un giorno, granello di vita che passa oltre le porte del Passato.

Nel sole che tramonta ci sono sorrisi cari che più non si volgono verso il tuo viso e che con gratitudine rincorri lungo le profonde scale dei ricordi.

Nel sole che tramonta ci sono lacrime che scivolano lungo le gote del cielo, briciole di dolore che il buio della notte può asciugare ma non cancellare.

Nel sole che tramonta c'è la promessa del ritorno e la consolazione che la separazione è solo una pausa di riposo, in attesa del definitivo ricongiungimento.


martedì 2 settembre 2025

Che cosa chiede la persona a se stessa?


Che cosa chiede la persona a se stessa, quando il pendio del Declino corre già sotto i suoi piedi induriti, forse piagati, dall'insensibile scorrere del Tempo?

Che cosa chiede la persona a se stessa, quando l'orizzonte gli appare, ed è, sempre più basso, sempre più buio, quando forse è prossimo ormai l'inizio del Tramonto dopo cui il sole del domani più non risorge?

Che cosa chiede la persona a se stessa, quando progetti, sogni e speranze hanno in lei ceduto il posto alla straziante contabilità dei vuoti da cari volti lasciati?

Che cosa chiede la persona a se stessa, quando i ricordi cessano d'essere sprone ad agire, a costruire futuro, e diventano full time di giornate trascorse a sorbire con quiete o con strazio la malinconia di gioie passate e l'atrocità di perdite subite, le cui ferite a sanguinare continuano ancora?

Che cosa chiede la persona a se stessa, quando si approssima ai confini dell'esistenza, quando la Fine non è più soltanto oggetto di dotto filosofare ma diventa inallontanabile meta che si avvicina sempre di più?

Forse chiede soltanto di poter scivolare in silenzio lungo il pendio del Declino e di resistere alla tentazione di ingaggiare col Fato una lotta che sarebbe soltanto una vana pugna. 

lunedì 2 giugno 2025

Notte


Notte, implacabile sei giunta a pormi da solo di fronte al mondo, di fronte a me stesso, oltre lo specchio opaco che Quotidianità, forse per deviarmi dagli Obiettivi Ultimi o forse per proteggermi dal frantumare in essi la mia fragilità, di giorno frappone fra il mio istinto di sopravvivere nello spazio terreno e il mio tuffarmi verso aree di invisibile abisso.

Notte, hai portato con te un tramonto dispensatore di trame, portatore di vento di fili di ispirazioni che nell'aere del mio poetico osservare intorno a me invitanti fluttuano chiedendo forse d'essere catturati uno ad uno da un mio pollice e da un mio indice, d'essere impastati con ciò che dentro di me ho e sento, per diventare umili ed imperfetti versi di un vate minore.

Notte, benigna mi circondi col tuo attutente buio, che in me minaccia non reca ma protettiva coltre mi dona.

Notte, mi lasci a cullarmi con un consolante pensiero: in altri posti di questo mondo, le Muse riposano, meditano, scrivono e forse leggono quello che io posso offrir loro dopo aver preso tanto da loro. 


mercoledì 28 maggio 2025

Quando il mio ultimo giorno verrà


Quando il mio ultimo giorno verrà, vorrei poter morire guardando il tramonto ed esalare l'ultimo respiro un attimo prima che il sole cali oltre la linea dell'orizzonte.

Quando il mio ultimo giorno verrà, vorrei poter salutare i miei cari con un semplice: "Arrivederci", un attimo prima che il sole sparisca alla vista lasciando col suo ultimo raggio la speranza della rinascita.

Quando il mio ultimo giorno verrà, vorrei poter guardare alla mia vita terrena improntando il mio viso ad un sorriso, un attimo prima che una dolce e serena sensazione di sonno mi faccia chiudere gli occhi con la promessa del risveglio fra le braccia di Dio.