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domenica 17 maggio 2026

Ricordi vestiti di spine

Ricordi vestiti di spine: l’assenza non li rende meno dolci ma è una dolcezza che punge e lacera l’anima di chi li accarezza specchiandosi nell’abissale vuoto che si è aperto in lui.

Ricordi vestiti di spine: aculei che sono rimorsi e rimpianti per non avere riempito abbastanza d’amore, premure e attenzioni la vita di chi vita non ha più.

Ricordi vestiti di spine: sorrisi grati e commossi, che chi è rimasto a piangere rivolge a chi l’ha lasciato dopo avergli tanto donato; mesti sorrisi accompagnati da lacrime amare, zampillanti dagli occhi, riganti le gote e increspanti la bocca; sorrisi che non rivelano più gioia ma solo dolente tristezza.

Ricordi vestiti di spine: grani di un rosario da recitare fino alla fine dei giorni terreni, fino all’Amen finale.

lunedì 5 gennaio 2026

Nel sole che tramonta

Nel sole che tramonta c'è l'addio di un giorno, granello di vita che passa oltre le porte del Passato.

Nel sole che tramonta ci sono sorrisi cari che più non si volgono verso il tuo viso e che con gratitudine rincorri lungo le profonde scale dei ricordi.

Nel sole che tramonta ci sono lacrime che scivolano lungo le gote del cielo, briciole di dolore che il buio della notte può asciugare ma non cancellare.

Nel sole che tramonta c'è la promessa del ritorno e la consolazione che la separazione è solo una pausa di riposo, in attesa del definitivo ricongiungimento.


martedì 13 maggio 2025

Chiudi gli occhi, anima mia

Chiudi gli occhi, anima mia: cela al tuo sguardo la materia oscura, il mondo terreno che, caduco, contiene solo cose al dissolvimento destinate.

Chiudi gli occhi, anima mia: abbraccia, con tutto l'amore che da dare hai, le persone a te care, che ti hanno preceduto o che tu seguirai nell'Eternità; pensa a loro e mantieni vivo col ricordo il nesso che con loro hai e che dell'imperituro ha la sostanza.

Chiudi gli occhi, anima mia: concentrati sul passato e sul presente, sulle parti di essi che mai moriranno; guarda al futuro come a un giardino in cui coltivare la memoria di ciò che vale; guarda all'avvenire come a un frutteto da cui cogliere nuove gocce di perennità e non nuovi pezzetti di ghiaccio fatti di effimero.

Chiudi gli occhi, anima mia: assapora la dolcezza del bene che hai ricevuto, guarda commossa e grata a chi te l'ha donato e colma con nuovo bene da elargire ad altri lo smarrente vuoto che in te ha lasciato.

Chiudi gli occhi, anima mia: i sorrisi che anche così la tua bocca plasmano e le lacrime che anche così dalle tue palpebre escono non appartengono al mondo materiale ma a quella celeste dimensione che misericordiosa ti attende alla fine del tuo terreno cammino.