lunedì 29 dicembre 2025

Nei giardini di pietra

Nei giardini di pietra respiri una pace serena, anche se galleggia su lacrime di rimpianto uscite all’aperto o trattenute nell’anima.

Mentre cammini sulla ghiaia dei sentieri, la morte ti appare dolce madrina, parte integrante seppur finale del percorso della vita.

Chi silente riposa sotto o dietro un litico manto non ti sembra perduto ma solo allontanato lungo una via che prima o poi percorrerai anche tu.

Di colpo la pace svanisce: ti trovi di fronte a due date troppo ravvicinate fra loro. Una struggente tristezza ti prende di fronte al sepolcro di un bambino e, che tu abbia fede o no, ti prende l’irrazionale e ingiusto sospetto sulla crudeltà di Dio.

Sopra una tomba sdraiato è un cane: i suoi occhi dolenti rivelano la sua ferma volontà di non separarsi da chi gli ha dato cibo e carezze.

A questa commovente e sublime prova di amore assoluto fanno da amaro contrasto decine di tombe abbandonate all’incuria, che ospitano i corpi di persone dimenticate in fretta da parenti ed amici, da quelli che solo di nome possono essere definiti “i loro cari”.

Ma altri sarcofagi dimostrano invece ben altro atteggiarsi: scritte traboccanti d’amore nel ricordo e freschi fiori provano che non tutti sono caduti nell’oblio dell’ingratitudine.

In fondo, i giardini di pietra sono lo specchio fedele della città dei vivi, in cui trovi di tutto: dall’amore all’insensibilità, dall’affetto alla solitudine.


venerdì 26 dicembre 2025

Nei labirinti della vita

Nei labirinti della vita non sempre ci sono Minotauri in agguato ma nemmeno solerti Arianne pronte a salvarti col loro filo.

Nei labirinti della vita puoi perderti inseguendo un sogno, un’utopia, un amore, un’illusione, che non trovi mai dietro gli angoli che ti ostini a svoltare credendo che basti la tua volontà a piegare ai tuoi desideri un Fato che è nato per somministrare più dolore che gioia.

Nei labirinti della vita quasi nessuno acquisisce la saggezza che spesso è meglio fermarsi, desistere dal vagare contorto, piuttosto che perdersi nella testardaggine di trovare un’uscita, di trovare una porta che forse non è nemmeno stata aperta.

Nei labirinti della vita non si può tornare indietro; il Tempo ha bruciato dietro di te i ponti calpestati dai tuoi passi e se ti volti indietro puoi andare a ritroso solo coi tuoi ricordi.

Nei labirinti della vita il vicolo cieco è sempre in agguato, anche se la strada che hai davanti a te sembra priva di trappole, anche se le svolte che farai ti sembrano prive d’insidie.

Nei labirinti della vita rimani fino a che la vita continuerà a scorrere in te e allora tanto vale che tu scorra in essa con saggia prudenza e con sereno coraggio, lasciando alle lacrime lo sfogo del rimorso per il male che hai fatto e per il dolore che hai provocato.


domenica 21 dicembre 2025

Naufragi


Naufragi in mezzo al mare, con bussola inutile in mezzo a tempeste che vorticosi rendono i punti cardinali.

Naufragi in mezzo al caos della vita, quando vengono meno i punti di riferimento, valori o persone che siano, e si diventa incapaci di scegliere cosa fare o dove andare, di aggrapparsi a scogli che vanno anch’essi alla deriva.

Naufragi sotto costa, quando nessun pericolo sembra minacciare il galleggiare, quando l’approdo a terra sembra molto più vicino di quanto non sia.

Naufragi sotto gli occhi della gente, sotto gli occhi di persone conosciute, quando si spera di poter sempre contare sull’aiuto di tanti che, al momento delicato, spariscono all’orizzonte o rimangono muti.


venerdì 19 dicembre 2025

Mura


Mura a secco, retaggio di civiltà millenarie o bassi innalzamenti miranti a proteggere campi brulli dal vento feroce.

Mura arricciate, coperte, protette, su cui le intemperie possono sgretolare uno strato di malta che può essere ripristinato in poco tempo.

Mura di povere case, appartenenti agli eredi di contadini che vivevano in capanne di fango e di paglia.

Mura di prestigiose dimore, di proprietà di ricchi prepotenti o rispettosi delle miserie intorno a loro, famelici vessatori o semplicemente fortunati ricettori di beni ammassati dai loro avi.

Mura tirate su per proteggersi dalle insidie del clima e degli uomini, mura difensive aperte ad offrire rifugio agli altri.

Mura erette per imporsi sugli altri, per accumulare scorte derivanti dalle altrui fatiche, per costituire un simbolo di potenza e di minaccia.

Mura innalzate per guardare meglio la Terra e il Cielo, per approfondirne la conoscenza.

Mura costruite per isolarsi dal mondo, per vivere protetti dalle proprie paure.


giovedì 18 dicembre 2025

Morte come passaggio

Le coscienze, le anime si separano dai corpi.

Astrazione pura.

Inevitabile tensione verso l'Eternità, oltre il divorzio dal mondo degli atomi e delle cellule.

Inevitabile tensione verso Dio.

venerdì 12 dicembre 2025

Mesto ritorno

Mesto ritorno, quello dal luogo dove hai accompagnato un tuo caro al freddo luogo del suo eterno riposo.

Le strade spalancano davanti al tuo pianto cartelli che ti dicono che la tua vita non sarà più come prima, sarà amputata di un sorriso, di una voce, di una colonna a cui appoggiarti.

Lo strazio dei giorni appena passati prolunga la sua crudele eco nei dì che inesorabili attendono il tuo domani.

Il sostegno e la vicinanza di chi è venuto a sorreggere le tue lacrime non placano ma ingigantiscono il tuo dolore.

Lo spazio aperto del tuo futuro non è più prateria ma steppa, non più estensione di aiuole ma zolle aride e brulle.

Mesto ritorno, quello dal luogo in cui tornerai a coltivare il grato ricordo innaffiandolo in silenzio con lacrime e preci.


martedì 9 dicembre 2025

Testa di Indiana. Riflessioni sull'omonima scultura di Patrizia Bonazelli






La creta assume colore sanscrito: parole ancestrali di creazione e di morte escono da uno sguardo pietrificato dal Tempo, lungo le nascite e i dissolvimenti delle civiltà.

La creta fissa l’Intuizione e inevitabilmente si dissolverà ma l’Intuizione dell’Artista rimarrà per sempre lungo le linee infinite dell’Eternità.


Riflessione ispiratami dalla visione dell'omonima scultura dell'Artista Patrizia Bonazelli.


giovedì 4 dicembre 2025

Mesta quiete


Masserizie e rottami beneficiano ormai della quiete dell'acqua, che ha smesso di ribollire la rabbia di Poseidon.

Nave che osasti sfidare il dio del mare, di te ormai non restano alla superficie dell'onde che residui brandelli sfuggiti agli abissi.

Mesta è la quiete di chi li raccoglie per portarli a una vedova o a un orfano, a una madre o a un padre, come conforto di un ricordo da serbare nell'inconsolabile dolore dei giorni e delle notti che verranno.


martedì 2 dicembre 2025

Maschere


Maschere di materia, per recitare in antichi teatri, in cui l’espressività ancora non era affidata agli attori.

Maschere di volti, per nascondere sentimenti ed intenzioni.

Maschere che celano la realtà di un dolore che si vuole tenere per sé, troppo forte per essere urlato o per infrangersi contro l’indifferenza di interlocutori egoisti.

Maschere che nascondono la realtà di un inganno che si vuole perpetrare.

Maschere sotto forma di pagine, su cui gli autori scrivono finzioni per divertire o saggezze segrete, celate dietro il velo di allegorie.

Maschere che allietano le spensierate ore carnascialesche.

Maschere che terrorizzano risvegliando paure assopite nell’inconscio o infondendone di nuove.

Maschere dettate da pietà, per non rivelare verità insopportabili.

Maschere di protezione, per difendersi dal cinismo di un mondo pronto a sfruttare ogni debolezza, ogni ingenuità, ogni sincerità.