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mercoledì 6 maggio 2026

Raccontare noi stessi

Raccontare noi stessi, il nostro scorrere nel tempo, il nostro saltare da un giorno all'altro come da una zattera all'altra nel mare della vita: giorni che sono granelli di sabbia, che scorrono, scorrono, scorrono.

Raccontare noi stessi su pagine e pagine, anch'esse granelli di sabbia, che scorrono, scorrono, scorrono.

Raccontare noi stessi ricorrendo a teorie di frasi che intrecciamo in filamenti che sono frammenti, molecole di memoria che vogliamo affidare a quell'abisso oscuro che chiamiamo Eternità: frammenti di scritti o di affabulazione che sono proiezione del nostro desiderio di sopravvivere oltre l'Oltre.

Raccontare noi stessi, fissare su carta o su hard disk le nostre idee e le nostre azioni, i nostri sentimenti e le nostre riflessioni, col rischio sempre incombente di mentire a noi stessi per presentarci migliori di quanto siamo stati o siamo all'incerto appuntamento coi posteri o con l'oblio.



sabato 17 gennaio 2026

Oceani

Oceani che ti circondano, spazi infiniti in cui a trecentosessanta gradi non vedi altro che una liquida distesa azzurra, che ti dà smarrimento e che ti costringe a fare i conti con i tuoi limiti, con la tua solitudine, con la tua precarietà.

Oceani in cui navighi, spesso a vista, guidato dall’istinto, altre volte con l’ausilio delle bussole o delle stelle che la vita ti mette a disposizione, bussole che sono persone che ti stanno vicine coi loro consigli e stelle che sono saggi che ti orientano da lontano, nel tempo e nello spazio, con il loro esempio, con le loro parole.

Oceani di gente, in mezzo a cui sei immerso, che fluidamente sfiorano il tuo scafo senza che tu riesca a trattenerne che poche gocce sul palmo della mano, senza che tu possa berne la vicinanza e la compagnia.

Oceani di carta, in cui sei abbracciato da frasi, pagine, che ti fanno pensare suggerendoti cose che non sapevi, nuove idee con cui confrontarti, emozioni e sentimenti da altri provati e in cui puoi specchiarti.

Oceani di sogni, in cui nuoti o forse annaspi avendo davanti la profondità dell’inconscio che si rivela ad occhi chiusi e l’immensità dell’immaginazione che puoi cavalcare ad occhi aperti.


martedì 2 dicembre 2025

Maschere



Maschere di materia, per recitare in antichi teatri, in cui l’espressività ancora non era affidata agli attori.

Maschere di volti, per nascondere sentimenti ed intenzioni.

Maschere che celano la realtà di un dolore che si vuole tenere per sé, troppo forte per essere urlato o per infrangersi contro l’indifferenza di interlocutori egoisti.

Maschere che nascondono la realtà di un inganno che si vuole perpetrare.

Maschere sotto forma di pagine, su cui gli autori scrivono finzioni per divertire o saggezze segrete, celate dietro il velo di allegorie.

Maschere che allietano le spensierate ore carnascialesche.

Maschere che terrorizzano risvegliando paure assopite nell’inconscio o infondendone di nuove.

Maschere dettate da pietà, per non rivelare verità insopportabili.

Maschere di protezione, per difendersi dal cinismo di un mondo pronto a sfruttare ogni debolezza, ogni ingenuità, ogni sincerità. 

giovedì 2 ottobre 2025

Ghiaccio


Prigione dell’acqua bloccata nel suo fluire dal freddo.

Gabbia di sentimenti bloccati nel loro manifestarsi dal gelo del mondo esterno.

Spietato egoismo che impedisce all’individuo di far correre nel mondo il rivolo benefico di quella generosità che ognuno di noi può far nascere dentro di sé e può coltivare trasformandone i semi in fiori destinati alla vista di tutti e in frutti destinati agli altri.

Contatto ustionante che delude chi si attendeva freschezza e invece ottiene bruciore, chi si aspettava un “sì” e invece riceve un “no”.

Strato duro, freddo, simbolo di arroganza e di superbia.

Superficie subdola, su cui possono scivolare anche le nostre meschinità.

Infida lastra su cui con pericolosa ebbrezza corrono veloci le nostre illusioni, destinate a inabissarsi in un lago profondo.

Crosta cristallina, metafora fisica dell’apparente eternità di cose destinate a sciogliersi per il calore dello scorrere del tempo.

Apparente nitidezza di tutte quelle promesse che sono basate sull’inganno e che proprio per questo hanno bisogno di brillare alla luce del sole.

Massa che si scioglie, liberando l’acqua fino ad allora  tenuta prigioniera, liquido trasparente che si mescola alla polvere e alla terra e diventa fanghiglia, come le ideologie che promettono una società perfetta si trasformano in melma.

Marmo acqueo che non dura, lastra gelata su cui non possono essere impressi caratteri, parole, idee destinati a diventare libri, strada su cui passi malfermi giammai porteranno lontano.