Visualizzazione post con etichetta inchiostro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta inchiostro. Mostra tutti i post

domenica 20 settembre 2026

Scorre l'inchiostro


Scorre l’inchiostro nel calamo dello scrittore, man mano che dentro di lui scorre l’ispirazione, che attinge dalla sua anima.

Scorre l’inchiostro sulla pagina non più bianca e prende forma di parole e di frasi, di idee e di emozioni.

Scorre l’inchiostro e riempie pagine e pagine, forse destinate a ricevere aggiunte successive o tagli sotto forma di righe tracciate a coprire passi da rimuovere.

Scorre l’inchiostro fino a giungere al risultato finale di un testo compiuto, in attesa che, forse, un editore lo giudichi degno dei suoi torchi dopo averlo  rivoltato come un calzino con l’editing.

 

Copyright © 2026 Gian Contardo Colombari

tutti i diritti riservati


lunedì 24 agosto 2026

Ruvido rumore


Ruvido rumore, quello dello stilo d’inchiostro intriso che sembra ruvidamente graffiare l’altrettanto ruvida pagina del quaderno dei bozzetti del pittore.

A poco a poco con tocchi sicuri prende forma la figura della modella che, scontrosa, se ne sta fuori dall’inquadratura, nuda come sulla carta è ancora l’abbozzo, l’embrione di quello che poi diventerà dipinto sulla tela.

Sembra finito, il primordiale prendere consistenza della bozza del quadro ma all’improvviso, come per cancellare un deludente risultato finale, il pittore lo sommerge dai colpi d’un pennello da acquarello.

Sembra la fine d’un pittorico tentativo, insoddisfacente approssimarsi alla verità dell’opera finita sommerso dall’acqua, che tutto confonde, che tutto assorbe.

Ma non era umile o presuntuosa volontà distruttrice del pittore: il tempo dell’asciugarsi della carte ed ecco riapparire, consolidato, il bozzetto, pronto ad essere trasferito su tela dalla mano creatrice dell’artista.

 

Scritto ispiratomi dalla visione di una scena del film “La bella scontrosa” di Jacques Rivette.

 

Copyright © 2026 Gian Contardo Colombari

tutti i diritti riservati 

domenica 22 marzo 2026

Passano i giorni

Passano i giorni, a volte sotto forma di corsa sfrenata lungo strade che i nostri piedi non sentono nemmeno e che i nostri occhi non vedono nemmeno, accecati dal dolore o dal rincorrere sogni sempre lontani, sempre irraggiungibili.

Passano i giorni, a volte lungo un tunnel di ore che sembra non finire mai, forse per la nebbia che dentro di noi ci impedisce di muovere passi timorosi, forse perché preferiamo non avanzare lungo percorsi che ci sono indifferenti per difenderci dal dolore delle disillusioni.

Passano i giorni: pagine bianche da riempire con l'inchiostro della vita che affrontiamo o da cui fuggiamo con la mina della matita indelebile dei nostri ricordi, fino a giungere, sereni o stremati, a scrivere la parola "fine" al nostro libro terreno.