Le strade sono bagnate, in questa mattina d’autunno quasi invernale in cui non sai se al suolo s’è depositata una rugiada annunciante la primavera oppure la consueta gelata invernale, in cui non sai ancora se il sipario della cupa cupola sopra di te nasconde un sole che l’animo riscalderà oppure grigie nuvole che la loro triste ombra sul tuo capo chino proietteranno.
Le strade sono bagnate e ancora non sai se Febo le asciugherà oppure se un siderale vento trasformerà il sottilissimo acqueo strato in infida lastra.
Di sicuro, il gelido vento che dalla lontana valle sul tuo balcone soffia ti schiaffeggia la faccia come il ricordo dei tuoi peccati ti schiaffeggia l’anima e lo strazio la artiglia come inizio di espiazione, come anticipo di Purgatorio.
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