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martedì 8 settembre 2026

Sbocciamo ogni giorno alla vita


Dopo la buia notte, col freddo a nutrire gli incubi e la rugiada a confortarci coi sogni, sbocciamo ogni giorno alla vita, tendendo al sole di nuovo sorto i petali delle nostre speranze e le spine dei nostri timori.

Sbocciamo ancora alla vita, coltivando nella mane tornata la forza a tutti fornita da un'altra dischiusa giornata.


Copyright © 2026 Gian Contardo Colombari

tutti i diritti riservati 

domenica 19 aprile 2026

Cala il tramonto

Cala il tramonto, offuscando i colori illuminati dal sole, confondendo i colori dando loro tinte sempre più cupe e indistinte, offendendo i colori.

Cala il tramonto, cancellando il rosa dei fenicotteri appoggiati sulla quasi inesistente profondità di uno stagno o di un lago, per scurire il loro manto fino a confonderlo col buio della notte, rendendo ancora più indifesa oppure proteggendola dai predatori diurni la loro gracile corporatura.

Lo sguardo si intristisce pensando alla dolcezza e alla tenerezza del rosa svanito e richiama alla memoria altre dolcezze e tenerezze perdute o rifiutate.

Cala il tramonto ma effimero è il buio che porta: passata la notte, il sole illuminerà di nuovo il rosa dei fenicotteri.


Riflessione ispiratami dalla visione dell’acquerello su cartoncino "Fenicotteri al tramonto" dell'Artista Patrizia Bonazelli.


venerdì 3 aprile 2026

Perché avere paura?

Perché avere paura della notte, quando il giorno è pieno di insidie?

Perché avere paura del buio, quando le trappole si nascondono anche alla luce del sole?

Perché avere paura degli sconosciuti, quando le persone note si apprestano a pugnalarti alla schiena?

Perché avere paura della morte, quando spesso è la vita a ucciderti? 


venerdì 31 ottobre 2025

Lentamente, tutto coincide


Lentamente, tutto coincide, come in un mosaico, mentre il tempo nel suo scorrere incide solchi nel terreno del mondo, nelle costruzioni degli uomini, nelle anime delle persone, solchi destinati ad approfondirsi sempre di più, in attesa che acqua e aria limino le loro pareti fino a ridurre il tutto a tabula rasa, mentre l’anima anela a vedere la porta che dischiude la luminosa eternità nel Regno di Dio.

Lentamente, tutto coincide, come su una riva a poco a poco livellata dalle onde del mare, mentre le cime montuose s'addolciscono a forza di carezze della brezza e si limano a suon di schiaffi del vento, mentre gli spigoli dei muri si smussano con il passare dei decenni, mentre i dolori umani perdono di intensità col trascorrere degli anni o aumentano sempre di più a seconda delle colpe commesse, mentre le gioie umane s'ammantano di lucida nostalgia man mano che il Tempo allontana l'attimo del loro sgorgare dalle sorgenti della vita, consegnandolo al Passato.

Lentamente, tutto coincide, come nell'ordine geometrico delle pagine di un libro, il cui epilogo dà senso ai tanti interrogativi disseminati nella trama, mentre la geologia rivela gli strati del suolo, mentre l'archeologia rivela le vestigia delle civiltà, mentre gli individui accumulano ricordi su ricordi, vere fondamenta del presente e del futuro.

Lentamente, tutto coincide, come nel sorgere e nel tramontare del disco solare, mentre la terra ne assorbe il calore per poi ricadere nel freddo notturno, mentre le strade ricevono il movimento dei viandanti per poi tornare silenziose e deserte, mentre gli uomini si immergono nella diurna socialità per poi tornare nel serale privato domestico.

Lentamente, tutto coincide, come in un compendio di Storia, mentre il pianeta respira l'aria del suo passato, mentre palazzi e templi ascoltano l'eco dei loro progettisti, dei loro costruttori, dei loro occupanti, mentre gli uomini fanno, sgomenti o sereni, i conti col loro passato, traendone, si spera, utili insegnamenti.

Lentamente, tutto coincide, mentre il Tempo, a poco a poco, svela il punto di osservazione per chi non ha veli davanti agli occhi e gli fa vedere che il mosaico della sua vita non è composto da tessere impazzite ma contiene un disegno dotato di senso.

È il disegno che Dio ha fatto per noi.


sabato 18 ottobre 2025

Il giorno come un film


Dissolvenza in entrata, interno giorno. Gli occhi si aprono e ancora annebbiati iniziano una panoramica sulla stanza in penombra, mentre la panoramica della mente scruta il futuro del giorno che inizia, scruta le cose da fare, scruta il mondo che ci attende; gli occhi si chiudono ancora per un momento, per assaporare il ricordo del sonno, del riposo, di un sogno. Dissolvenza in uscita.

Dissolvenza in entrata, interno giorno. Le gambe si muovono e iniziano la carrellata verso i rituali consueti della preparazione all’uscita, dalla toeletta alla colazione, dalla colazione alla vestizione, dalla vestizione alla porta che s’apre. Dissolvenza in uscita.

Dissolvenza in entrata, esterno giorno. Le panoramiche della vista si aggiungono, si uniscono alle carrellate delle gambe; la scena si svolge in mezzo alla gente assonnata e inghiottita dal traffico: la meta, l’obiettivo dell’ultima sua immagine è un palazzo, è una porta oltre la quale si cela un luogo dove spendere ore di vana miseria, un meschino teatro di tanti meschini arrivismi, di tante meschine frustrazioni. Dissolvenza in uscita.

Dissolvenza in entrata, interno giorno. Un ufficio dove svolgere lavori inutili o dannosi per il genere umano; un ufficio dove attendere di sbrigare una pratica avendo a che fare con burocrati ottusi; un ospedale dove cercare conferme alla speranza nel timore di trovare conferme a condanne; tante le scene, tanti gli interni, stessa musica e stesso destino, quello del tempo che passa, del tempo che viene sprecato. Dissolvenza in uscita.

Dissolvenza in entrata, esterno giorno. La panoramica dello sguardo mostra un cielo col sole basso, mostra i colori tenui della sera; la panoramica sulle strade mostra la gente muoversi sulla via del ritorno a casa; le carrellate successive portano l’obiettivo a incontrare strade affollate e mezzi di trasporto pieni. Dissolvenza in uscita.

Dissolvenza in entrata, interno notte. Una porta si apre, una luce si accende, la porta viene richiusa; il ponte levatoio è di nuovo alzato, il maniero ha di nuovo accolto il pacifico guerriero che è ritornato dal torneo quotidiano; le panoramiche si fanno più lente, il respiro diventa più calmo, ora si può tirare il fiato. Dissolvenza in uscita.

Dissolvenza in entrata, esterno notte. Una finestra aperta, un balcone adorno di vasi, regalano un sereno sguardo sul mondo, sul quel mare ora quieto ora impetuoso nel quale l’indomani bisognerà tornare a nuotare. Dissolvenza in uscita.

Dissolvenza in entrata, interno notte. la stanza in penombra è la scena ideale per consentire all’anima di fare una panoramica sul passato e sul futuro, prima che il sonno venga a portare la parola fine sullo schermo della giornata. Dissolvenza in uscita.