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lunedì 3 agosto 2026

Rughe

Quando l'estate tornerà, inonderà di sole anche le tue rughe, che in tal modo perderanno la consistenza di ferite inferte dal passato e assumeranno l'essere parti consolidate di una vita che vale la pena di essere vissuta.

Le rughe altro non sono che solchi con dolore inferti dall'aratro della vita: solchi aperti per ricevere nel presente i semi di ulteriore futuro. 

giovedì 14 maggio 2026

Ricordi

Sedimenti che non pesano, non pietre tombali ma humus in cui presente e futuro affondano le loro radici.

Frammenti di vita, non spettri che incutono il terrore dell'irreversibilmente andato e perduto ma angeli che col loro battito d'ali infondono la confortante essenza della presenza nel cuore.

Letture di vita sempre ripetibili, non pagine di opuscoli finiti in soffitte o al macero ma nitidi caratteri di libri sempre aperti da cui possiamo anche scoprire particolari un tempo sfuggiti e fare i conti con essi o trarne conforto

Epitaffi di esistenza, non memorie di morte ma vincoli di vita che ci danno sostegno nel nostro proseguire nel mondo. 

lunedì 20 aprile 2026

Ponti

Ponti che accorciano le distanze, che annullano le barriere, che avvicinano realtà prima separate.

Ponti di legno che evitano guadi insidiosi; ponti di pietra che sovrastano fiumi impetuosi; ponti di corde che sorvolano abissi vertiginosi.

Ponti che mettono in comunicazione persone, a volte portando amici, altre volte facendo penetrare nemici.

Ponti che sono il presente e che mettono in contatto il passato con l’avvenire.

Ponti che siamo diventati noi, dopo essere passati su altri ponti; su di noi passeranno le generazioni future, che a loro volta diverranno ponti, componenti di una staffetta che continueranno a passarsi il testimone della vita e della civiltà

Ponti che siamo noi: sotto le nostre campate sono passate persone che il tempo ci ha portato via o che hanno voluto allontanarsi da noi; le abbiamo viste scorrere via con un dolore o con una delusione che non abbiamo provato nel vedere da un ponte di pietra l’acqua di un fiume dirigersi verso il mare o da un ponte di cemento una fiumana di automobili dirigersi verso l’estuario delle loro molteplici mete.

Ponti che, una volta passati, non ci consentiranno più di tornare indietro e ci volgeremo verso di essi, a volte con malinconia, a volte con sollievo.

Ponti che ci stanno conducendo all’ultimo di loro, oltre il quale ci sarà il Nulla o il Tutto, la disperazione eterna o la beatitudine infinita.


mercoledì 21 maggio 2025

Scivola via da me, o Tempo

Scivola via da me, o Tempo, moto primordiale che tendi all'Infinito e che nell'Infinito esaurirai la tua corsa.

Allontanami, o Tempo, dai passi che m’hai fatto compiere, dalle cose che magnanimo m'hai dato, dalle persone che crudele m'hai tolto.

Portami però sempre, o Tempo, la speranza che il tuo lasciarmi sempre più prossimo al sipario terreno sia solo un tuo andare avanti, un allungare il passo per prepararmi il trampolino da cui mi tufferò nell'Oceano dell'Infinito, non per annegare nel Nulla ma per ritrovare tutto e, soprattutto, tutti, in un Passato che si rifarà Presente e che vivrà per sempre.