lunedì 15 settembre 2025

Dove va a finire il suono?


Dove va a finire il suono?

Dove va a planare coi suoi sempre più silenti scampoli di agonia?

Dove si disperde alla fine della sua stremata corsa?

Energia che s'annulla, respiro che muore in gola, tuffo nel nulla, nell'oblio?

Che differenza fa se è stato udito e accolto, sentito e catturato solo per poco oppure ignorato del tutto?

Ma forse il suo sciogliersi nel silenzio è solo riposo e non morte, è solo scomporsi per poi riacquistare forma per rimettersi in gioco, è solo traslarsi in un'altra dimensione, dove sostanziarsi d'eterno, deve sostanziarsi di Dio.


sabato 13 settembre 2025

Dona


Dona: il materiale di cui ti privi ti rende più leggero e meno faticoso sarà il tuo cammino lungo il sentiero della vita.

Dona: lo spirituale che dai non ti viene tolto, è un copia/incolla che raddoppia il bene.

Dona: la gratuità del tuo gesto è misericordiosa forbice che recide il legame col tuo egoismo.

Dona: non pretendere gratitudine, spera soltanto che chi riceve qualcosa da te ricavi dal tuo piccolo gesto la spinta all’emulazione.

Dona: la gioia che vedi nel sorriso di chi riceve ciò che dai è un decimo di quella che provi dentro di te.

Dona: è la più bella concretizzazione dell’Amore.

venerdì 12 settembre 2025

Danza la pioggia


Danza la pioggia; le sue gocce cadenti sono passi d'un ballo su cui calerà il sipario del sole, lasciando forse gli applausi d'un arcobaleno.

Danza la pioggia, recando d'estate sollievo dall'afa e portando d'inverno un umido gelo che lesto arriva nelle ossa dei vivi.

Danza la pioggia sopra prati e su campi che l'accolgono felici, perché essa generosa procura crescita d'erba e di messi.

Danza la pioggia su tavolini all'aperto di dehors ormai deserti.

Danza la pioggia sulle tombe adagiate in cimiteri che altre gocce hanno già raccolto: quelle delle lacrime dei cari rimasti a piangere e pregare davanti a lastre di pietra recanti un nome e due date.

Danza la pioggia sulla vita e sulla morte, che nel mondo s'alternano oppure s'intrecciano in tessuti il cui disegno è stato fatto da Dio, in arazzi di tempo che solo la fede riesce a far accettare con l'anima rivolta alla Beata Speranza. 

mercoledì 10 settembre 2025

Come nel fiume di Renoir


Come nel fiume di Renoir, il corso d’acqua domina la scena, allegoria della vita e del suo fluire.

Come nel fiume di Renoir, la vita scorre verso una meta a cui tutti tendiamo ma che ci è sconosciuta.

Come nel fiume di Renoir, noi siamo rivoli che s’immettono nel fluire della vita trasportati dalla corrente, a volte opponendoci ad essa, aggrappandoci con le braccia a un masso affiorante per poi cedere, esausti, e ritornare a scorrere verso il nostro destino, che possiamo modificare non combattendo la corrente ma dirigendo la nostra barca per evitare scogli e mulinelli.

Come nel fiume di Renoir, dovremmo capire che non ci si arricchisce sommando ma sottraendo, che non ci si arricchisce prendendo ma donando.


Scritto ispiratomi dalla visione del film Il fiume di Jean Renoir.

sabato 6 settembre 2025

Cosa c'è in fondo al mare?


Cosa c'è in fondo al mare?

Cosa nasconde l'impenetrabile pressione che ci impedisce di spingersi negli abissi?

Coltre oscura, specchio di ciò che si annida nella mente e che abbiamo paura a discoprire.

Specchio di un passato che l'Umanità tende a sommergere con l'oblio di oceani di silenzio salmastro?

Specchio di un futuro nel quale precipiteremo a forza di non emendare i nostri errori?

Cosa c'è in fondo al mare?

Forse solo la barbarie del nulla.


giovedì 4 settembre 2025

Che cosa nasconde un'onda?


Che cosa nasconde un'onda coperta dall'ombra di un albero che s'affaccia sul mare?

Echi di lamenti, di male di vivere, di solitudine, di vuoti incolmabili, urla straziate ridotte a sussurro dal tempo, dal vento, sussurro dissoltosi poi in silenzio disperso sulla superficie increspata dell'acqua salata?

Oppure soltanto lo stato d'animo di chi guarda l'offuscata onda senza sapere che in essa si riflette i tristi pensieri d'un osservatore solitario?

Che cosa nasconde un'onda sovrastata da un albero se non la muta metafora di chi guarda dentro se stesso? 

martedì 2 settembre 2025

Che cosa chiede la persona a se stessa?


Che cosa chiede la persona a se stessa, quando il pendio del Declino corre già sotto i suoi piedi induriti, forse piagati, dall'insensibile scorrere del Tempo?

Che cosa chiede la persona a se stessa, quando l'orizzonte gli appare, ed è, sempre più basso, sempre più buio, quando forse è prossimo ormai l'inizio del Tramonto dopo cui il sole del domani più non risorge?

Che cosa chiede la persona a se stessa, quando progetti, sogni e speranze hanno in lei ceduto il posto alla straziante contabilità dei vuoti da cari volti lasciati?

Che cosa chiede la persona a se stessa, quando i ricordi cessano d'essere sprone ad agire, a costruire futuro, e diventano full time di giornate trascorse a sorbire con quiete o con strazio la malinconia di gioie passate e l'atrocità di perdite subite, le cui ferite a sanguinare continuano ancora?

Che cosa chiede la persona a se stessa, quando si approssima ai confini dell'esistenza, quando la Fine non è più soltanto oggetto di dotto filosofare ma diventa inallontanabile meta che si avvicina sempre di più?

Forse chiede soltanto di poter scivolare in silenzio lungo il pendio del Declino e di resistere alla tentazione di ingaggiare col Fato una lotta che sarebbe soltanto una vana pugna.