venerdì 26 settembre 2025

Foglie d'autunno / 2


Foglie d'autunno, abbandonate dalla linfa, si staccano dai rami senza opporre resistenza, indebolite dallo scorrere del tempo e rasserenate dall’aver accettato la fine.

Leggere planano, trasportate dal vento, che le porta ad un suolo bisognoso di loro.

Proteggeranno le zolle dai rigori invernali; col loro rugginoso manto difenderanno le semine.

Secche si sbricioleranno oppure, impregnate di pioggia, con la terra si fonderanno per preparare il rifiorire della vita.

martedì 23 settembre 2025

Foglie d'autunno / 1


Foglie d’autunno, il rosso ruggine che inizia a ricoprirvi è come l’argento che compare nei capelli di uomini con un po’ di primavere alle spalle: segno del tempo che passa, segno del tempo passato.

Foglie d’autunno, avete quasi esaurito la vostra funzione: fra qualche settimana leggere cadrete a terra, staccate da un legame che si sarà già esaurito: quello con la vita, che vi ha fatto risplendere al sole e che ora vi abbandona all’imminente caducità.

Foglie d’autunno, cadrete in silenzio, senza lamentarvi della fine sopraggiunta, senza nemmeno essere state consapevoli di essa.

Foglie d’autunno, vi decomporrete e diventerete letto per nuove forme di vita.

Foglie d’autunno, con serena tristezza vi vedrò cadere. 

lunedì 22 settembre 2025

Fiumi


Fiumi che dall’Origine vanno alla Fine, seguendo il loro destino.

Fiumi che si esauriscono in rivoli sparpagliati, in letti prosciugati, in dighe umane che bloccano il loro fluire.

Fiumi che procedono verso lo sbocco in fiumi più maestosi o si tuffano nell’immensa pozza del mare.

Fiumi che avanzano per miglia e miglia fino ad adempiere al loro compito di dar vita a corsi più ampi o ad acquee distese.

Fiumi che portano, che dirigono, che svelano curve o rapide, secche o cascate, in sintonia con la costante imprevedibilità della vita.

Fiumi il cui letto non indica riposo ma movimento, in sintonia con l’Eterno Moto del Cosmo, discendente ascesi verso l'Oceano Celestiale, verso Dio.


sabato 20 settembre 2025

Fiori


Fiori che sbocciano in primavera, stagione della speranza non ancora bruciata dal sole torrido dell'estate, della disillusione.

Fiori che sbocciano al mattino, dopo che la notte col suo sonno ha nutrito le piante della rugiada, dell'illusione.

Fiori che, appena spuntati alla luce del mondo, portano addosso i vivaci colori della vita, le arzille policromie dei sogni, dei progetti, delle ambizioni di ognuno di noi.

Fiori che a volte vengono recisi dalla lama di una falce, come quegli amori che vengono tranciati da un netto rifiuto o da un eloquente silenzio.

Fiori che lentamente appassiscono, divorati dalla sete, che a poco a poco fa svanire nel nulla la presunzione di mille promesse protese a millantare l'eternità di un amore che prima o poi si esaurirà, nel breve o lungo cammino di una vita a due, perché non si è voluto accettare che ogni esperienza non può rimanere immutata nel tempo, o nella frustrante solitudine della stupida testardaggine di chi non si vuole rassegnare alla certezza che la persona amata mai sarà sua, di chi si ostina a non voltare pagina.

Fiori che vedi bellissimi senza accorgerti delle spine acuminate che ti lacerano la pelle delle dita e l'impalpabile anima quando cerchi vanamente di raccoglierli.

Fiori che diventano, nella mente di chi sa fermarsi a vedere intorno a sé, una limpida allegoria della vita.


venerdì 19 settembre 2025

Falso amore


Rinnegare se stessi non ha senso per sperare nell'amor profano.

Comprimere di sensi, imprigionare di desideri, è amore malsano, è masochismo da evitare.

Nessuna persona amata merita il sacrificio di rinunciare ad essere se stessi.

Tempo sprecato, tempo colpevolmente gettato via, quello di anteporla al diritto di ricevere gioia.

Il vero amore bandisce il piedistallo su cui mai si deve porre l'oggetto vivente a cui s'aspira.

La vita è troppo breve, è un giardino temporale troppo ristretto per riempirlo di ceneri, per rinunciare a colmarlo di tutti i fiori che essa può dare.

Fiori su cui deve cadere la rugiada della gioia e non l’acqua amara del pianto.

Un amore che tace non merita notti di lacrime: alla crudeltà del silenzio si deve reagire imboccando nuovi sentieri e non inginocchiandosi davanti ad esso né offrendosi come schiavi inermi.

Rinunciare a se stessi non è affatto un donarsi, è solamente un suicidio d'amore.


mercoledì 17 settembre 2025

È triste la luna?


È triste la luna? No, la luna è fredda e insensibile ma non per cattiveria: semplicemente, non sa di essere.

La luna è specchio rugoso e lontano, butterata dalle cadute di tanti meteoriti.

La luna è immobile, non ha atmosfera, non conosce venti, un passo d'uomo rimane indelebile.

Solo noi la vediamo piangere, solo noi vediamo le sue inesistenti lacrime.

La luna non è triste, è solo lo specchio su cui proiettiamo la nostra tristezza. 

martedì 16 settembre 2025

Eppure è proprio nelle radici


Eppure è proprio nelle radici, apparente freno all'aspirazione all'universale e all'eterno, che si radica il nostro protendersi verso ideali e valori che non conoscono il turbolento scorrere del tempo.

Eppure è proprio nelle radici, che sembrano ancorarci al sedimentarsi del caduco e del passato, che nasce il nostro aspirare al futuro e all'immortale.

Eppure è proprio nelle radici, che paiono affondare nel deposito delle cose e delle persone perse, che troviamo la forza per sconfiggere dolore e strazio e per trovare sorriso e gioia.

Eppure è proprio nelle radici, illusoriamente sepolte da strati di foglie prima secche e poi marce, che l'albero della nostra vita trae il nutrimento per far crescere nuovi rami, nuove foglie, nuovi fiori, nuovi frutti e nuovi semi.