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mercoledì 20 maggio 2026

Madre Gea

Ridi, Madre Gea, per l'acquea manna che dal cielo giunta è ad assorbire le tue rughe e a ricomporre il tuo volto in una morbida distesa di suolo.

Ridi, Madre Gea, ancora per un attimo: il sole, che come cristalli brillare fa le gocce da te non assorbite, presto le farà evaporare e tornerà sul tuo viso ad incidere solchi, crepe, rughe.

Ridi, Madre Gea, perché anche nell’ora in cui Febo coi suoi raggi più ti surriscalderà, allegro conforto ti darà la certezza che la notte presto verrà con la sua frescura a rinfrancarti.

Sorridi, Madre Gea, perché chi riconosce in te una dea lo fa per proteggerti e non per cercare aiuti da te.

Sorridi, Madre Gea, perché in questo minuscolo punto dell’Universo c’è ancora qualcuno che mira a tutelarti e non a distruggerti.

Sorridi, Madre Gea, perché chi ti è devoto respira con te, ride con te, piange con te, sorride con te.


A Mary Hanne Porcu, in occasione del suo 47° compleanno.

venerdì 8 maggio 2026

Radici

Radici che vincono la resistenza del suolo, a volte soffice e generoso, a volte arido o pietroso.

Radici che prendono acqua, nutrimento, da strati di terra nascosti al sole, da geologici magazzini preservatori di cibo.

Radici che portano vita a tronchi, rami, foglie, che traggono da questi canali l’energia necessaria a produrre frutti.

Radici vegetali: fondamenta di piante, in quel meraviglioso cantiere che è la Natura.

Radici umane: cromosomi che si tramandano nell’atto del concepimento; educazione di madri e padri; racconti di nonne e nonni; testimonianze del passato, monumenti e libri.

Radici dell’acqua: fonti, sorgenti, da cui scaturisce il flusso iniziale che dà vita a ruscelli, a fiumi, a laghi, mari oceani.

Radici come fonti, da cui tutti veniamo, a cui tutti, prima o poi, attingiamo. 

venerdì 26 settembre 2025

Foglie d'autunno / 2


Foglie d'autunno, abbandonate dalla linfa, si staccano dai rami senza opporre resistenza, indebolite dallo scorrere del tempo e rasserenate dall’aver accettato la fine.

Leggere planano, trasportate dal vento, che le porta ad un suolo bisognoso di loro.

Proteggeranno le zolle dai rigori invernali; col loro rugginoso manto difenderanno le semine.

Secche si sbricioleranno oppure, impregnate di pioggia, con la terra si fonderanno per preparare il rifiorire della vita.