martedì 17 febbraio 2026

Pagina bianca

La mente è occupata da mille pensieri: gioiosi od opprimenti che siano, essi ostruiscono il flusso che dall’inconscio fa sorgere le idee, le parole, le frasi.

Un tempo ti sforzavi invano di forzare quel granitico blocco. L’età ora ti infonde saggezza e ti fa capire che l’ostinazione non paga.

Cerchi di liberare la mente affinché la scrittura che senti hai fatto nei meandri del tuo inconscio possa emergere sotto forma di parola.

Ma la pagina bianca non ti fa più paura: se non riesci scalfirne il candore con i tratti scritti di penna o tastiera, vuol dire che non sei abbastanza sereno oppure che dentro di te le frasi non hanno ancora preso la giusta forma.

E allora non insisti: riponi il foglio o spegni il pc, conscio che il tuo inconscio continua ad elaborare scrittura, a scolpire il blocco di marmo dentro cui il tuo libro è ancora prigioniero.

Ti metti a far altro: azioni quotidiane oppure ascolto di musica o lettura o persino scrittura di altri testi. Chi lo sa? Magari ricevendo nuove informazioni dall’esterno, la parte inconscia di te riuscirà a fornirti l’output che ancora non vedi.

Devi solo aspettare, sereno: prima o poi l’output, l’idea, l’illuminazione ti dirà che è giunta l’ora di riempire di parole la pagina bianca.


Ispirata dalla teoria decostruzionista di Jacques Derrida, secondo cui la “scrittura” precede la “parola”.


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