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lunedì 20 aprile 2026

Ponti

Ponti che accorciano le distanze, che annullano le barriere, che avvicinano realtà prima separate.

Ponti di legno che evitano guadi insidiosi; ponti di pietra che sovrastano fiumi impetuosi; ponti di corde che sorvolano abissi vertiginosi.

Ponti che mettono in comunicazione persone, a volte portando amici, altre volte facendo penetrare nemici.

Ponti che sono il presente e che mettono in contatto il passato con l’avvenire.

Ponti che siamo diventati noi, dopo essere passati su altri ponti; su di noi passeranno le generazioni future, che a loro volta diverranno ponti, componenti di una staffetta che continueranno a passarsi il testimone della vita e della civiltà

Ponti che siamo noi: sotto le nostre campate sono passate persone che il tempo ci ha portato via o che hanno voluto allontanarsi da noi; le abbiamo viste scorrere via con un dolore o con una delusione che non abbiamo provato nel vedere da un ponte di pietra l’acqua di un fiume dirigersi verso il mare o da un ponte di cemento una fiumana di automobili dirigersi verso l’estuario delle loro molteplici mete.

Ponti che, una volta passati, non ci consentiranno più di tornare indietro e ci volgeremo verso di essi, a volte con malinconia, a volte con sollievo.

Ponti che ci stanno conducendo all’ultimo di loro, oltre il quale ci sarà il Nulla o il Tutto, la disperazione eterna o la beatitudine infinita.


martedì 30 settembre 2025

Depressione

Spade di legno che penetrano in spesse corazze di ferro.

Unghie corte e limate che scarnificano come artigli di aquile.

Ombre del passato che credevi di aver archiviato avvolgendole in creta indurita che ora si frantuma facendo fuoruscire fiamme che t’avevano ustionato e ora riprendono a farlo.

Infinitesimali amarezze che ti trafiggono il cuore, che credevi ormai invulnerabile all’indifferenza del mondo.

Depressione che ti coglie mentre la vita continua a sorriderti benevola e non trovi più nel pianto un salvifico sfogo.