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venerdì 29 maggio 2026

Rifiorirai

Rifiorirai ogni volta che la memoria ti riporterà nel tuo manto albino al grato e premuroso sguardo della mente, dell'anima.

Rifiorirai ogni volta che l'anima stanca avrà bisogno di tangibili certezze sull'effettivo potere della Natura di compiere miracoli, silenziosi e quotidiani ma non per questo meno prodigiosi,  sull’effettiva capacità del mondo di riservarci sorprese che confortino momenti tristi o fortifichino attimi sereni.

Rifiorirai anche fisicamente?

Poco importa se con te non dovesse ripetersi l’annuale, effimero e pur puntuale giorno delle rose di Atacama: è bastata già una volta per assicurarti un perpetuo sbocciare nel cammino dei giorni di chi ti ha vista e ti ricorda.


mercoledì 6 maggio 2026

Raccontare noi stessi

Raccontare noi stessi, il nostro scorrere nel tempo, il nostro saltare da un giorno all'altro come da una zattera all'altra nel mare della vita: giorni che sono granelli di sabbia, che scorrono, scorrono, scorrono.

Raccontare noi stessi su pagine e pagine, anch'esse granelli di sabbia, che scorrono, scorrono, scorrono.

Raccontare noi stessi ricorrendo a teorie di frasi che intrecciamo in filamenti che sono frammenti, molecole di memoria che vogliamo affidare a quell'abisso oscuro che chiamiamo Eternità: frammenti di scritti o di affabulazione che sono proiezione del nostro desiderio di sopravvivere oltre l'Oltre.

Raccontare noi stessi, fissare su carta o su hard disk le nostre idee e le nostre azioni, i nostri sentimenti e le nostre riflessioni, col rischio sempre incombente di mentire a noi stessi per presentarci migliori di quanto siamo stati o siamo all'incerto appuntamento coi posteri o con l'oblio.



domenica 27 luglio 2025

Battistino Massa

Battistino Massa era un cugino di mia madre.

Non l’ho conosciuto perché è morto in un lager nazista.

Era uno dei tanti giovani soldati che, dopo essere stati trascinati  e mandati a morire nella Seconda Guerra Mondiale dal regime fascista di Mussolini, dopo l’8 settembre del ’43 erano stati catturati dai tedeschi e internati nei campi di concentramento. Come tanti altri, non riuscì a sopravvivere.

A guerra finita, suo padre e zio di mia madre, Domenico (barba Mini), dovette sobbarcarsi uno straziante ed estenuante viaggio in Germania per recuperarne le spoglie e potere farle seppellire a Rivara Canavese, dove da qualche anno a Battistino è stata intitolata una strada.

Quando ancora combatteva e non era ancora stato catturato e rinchiuso in un lager, riuscì a spedire a mia madre una cartolina, che lei conservò e una volta mi fece leggere. Spero di averla ancora fra le lettere e le carte di mia madre ma per una sorta di doloroso pudore da quando è mancata non riesco a prenderle in mano e a dar loro una scorsa.

Il testo di quella cartolina era tristemente profetico:


            Ricordati di me,

            che non sarò più da te.


Poi, come mi fece vedere mia madre quella sera, col passare degli anni dalla cartolina il francobollo si staccò quasi del tutto e si poté leggere una frase, scritta in caratteri minuscoli da Battistino proprio un retro per sfuggire alla censura militare dell’Italia fascista:


             Che cosa brutta

             è la guerra!


      Mia madre ha sempre ricordato Battistino. E anch’io.

      Spero che con questo mio scritto possano farlo altri, anche se, come me, non l’hanno conosciuto.