venerdì 6 novembre 2026

Scrivere cose


Scrivere cose: con umiltà o con presunzione; per se stessi o per trovare lettori; per chiudere un capitolo di vita; per chiedere un dialogo, per chiedere che qualcuno ti ascolti, si accorga di te.

Scrivere cose: spaziare dall'ironia alla serietà formale, dalla leggerezza all'argomentare profondo, dalla chiarezza alla metafora che nasconde e pur svela, dalla prosa concreta alla poesia carica d’immagini.

Scrivere cose: lanciare urla al sordo vento o proporre spunti di riflessione; fissare un dolore, un sentimento, un’emozione; guardare dentro se stessi o indagare il mondo circostante, fatto di paesaggi e di costruzioni, di persone, di idee e di azioni.

Scrivere cose: proporre piccole gioie quotidiane o regalare a persone care una briciola d’Infinito, di duraturo, di eterno; donare qualcosa di sé col rischio di vederlo ripagato con una silente indifferenza, ben più crudele d’una raffica d’insulti; condividere qualcosa coi pochi che hanno aperto il cuore all’ascolto degli altri.

Scrivere cose: lasciare traccia di sé e degli altri, prima che cali l’oblio della notte senza ritorno.

 

Copyright © 2026 Gian Contardo Colombari

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