sabato 17 ottobre 2026

Canzone per il Maestrone. In morte di F.G.

Lunga e ben spesa è stata la vita

che sulla Terra hai condotto,

di gran saggezza è stata fiorita,

hai tu vissuto da dotto,

tanta cultura hai prodotto.


Forte sei stato lungo quel cammino

che nacque nell’Appennino,

tante canzoni da te sono sorte:

fonte che suon zampillava,

testi che noi si cantava.


Rileggeremo ancor i tuoi libri,

ricchi di tante memorie,

scritti col cuore e con la Ragione,

che c’hanno preso per mano,

che c’han portato lontano.


Camelopardo e scrittore sei stato,

grande affabulatore,

e tante cose hai tu insegnato

non con sentimentalismo

ma con l’esistenzialismo.


Vorrei sapere che cosa hai provato

nel salutar questo mondo;

forse il passato hai tu ringraziato,

perché t’ha dato il profondo

senso del viver giocondo.


Vorrei sapere dove tu ti trovi,

nel Ciel di tutti i Poeti,

vicino a Dante o ad altri Stil Novi,

a scrivere senza veti

e tutti i versi son lieti.


Proprio per questo non provo tristezza,

anche se molto mi manchi,

non è “Addio” quello che ti dico,

ma solo “Arrivederci”;

un dì potrem rivederci.


Voglio sentirti come quando c’eri,

pensare che ancora scrivi

libri e canzoni con cui far pensare.

Ora sei negli Alti Lidi

e sempre tu ci sorridi.


Versi adagiati sulla musica di Canzone per un’amica. In morte di S.F. di Francesco Guccini.


Nessun commento:

Posta un commento