Lunga e ben spesa è stata la vita
che sulla Terra hai condotto,
di gran saggezza è stata fiorita,
hai tu vissuto da dotto,
tanta cultura hai prodotto.
Forte sei stato lungo quel cammino
che nacque nell’Appennino,
tante canzoni da te sono sorte:
fonte che suon zampillava,
testi che noi si cantava.
Rileggeremo ancor i tuoi libri,
ricchi di tante memorie,
scritti col cuore e con la Ragione,
che c’hanno preso per mano,
che c’han portato lontano.
Camelopardo e scrittore sei stato,
grande affabulatore,
e tante cose hai tu insegnato
non con sentimentalismo
ma con l’esistenzialismo.
Vorrei sapere che cosa hai provato
nel salutar questo mondo;
forse il passato hai tu ringraziato,
perché t’ha dato il profondo
senso del viver giocondo.
Vorrei sapere dove tu ti trovi,
nel Ciel di tutti i Poeti,
vicino a Dante o ad altri Stil Novi,
a scrivere senza veti
e tutti i versi son lieti.
Proprio per questo non provo tristezza,
anche se molto mi manchi,
non è “Addio” quello che ti dico,
ma solo “Arrivederci”;
un dì potrem rivederci.
Voglio sentirti come quando c’eri,
pensare che ancora scrivi
libri e canzoni con cui far pensare.
Ora sei negli Alti Lidi
e sempre tu ci sorridi.
Versi adagiati sulla musica di Canzone per un’amica. In morte di S.F. di Francesco Guccini.

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