Due scrittori si presentarono davanti a re Salomone. Entrambi rivendicavano la paternità di un manoscritto, che era stato posto su un tavolino ai piedi del trono del monarca.
Alla fine di una lunga e astiosa discussione fra i due autori, re Salomone si alzò e pronunciò il suo giudizio: “Visto che non sono riuscito a stabilire chi è il vero scrittore di questo libro, ordino che il manoscritto venga bruciato, così non sarà di nessuno dei due”.
A questo punto uno dei due contendenti gridò: “No, maestà, no! Riconoscete pure a questo plagiario la paternità del mio libro: l’importante è che esso venga stampato e letto, anche se ne trarrà vantaggio questo ladro”.
Al che Salomone gli disse: “Riconosco in te la paternità di questo manoscritto: solo un vero scrittore sa rinunciare ad un suo libro per farlo vivere. I libri per un autore sono come figli”.
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