sabato 11 aprile 2026

Piantine sui resti di una vita

Nei giardini di pietra, consacrati al ricordo intriso di strazio e di dolore, puoi trovare, sopra litiche lastre, piantine che crescono sopra i resti di vite, sopra amate salme consegnate alla Natura.

Metafora della vita che non cade nell’oblio, del ricordo che non si scolora e che continua a produrre sorrisi, gratitudine, vuoto e pianto.

Vite ormai consegnate al passato, e innaffiate dalla pioggia che cade dal cielo e dalle lacrime che cadono dagli occhi di cari dolenti.

Fiori che sbocciano rendendo omaggio al defunto e ravvivandone il ricordo; fiori che in una stagione sbucano da rami verdi e sottili e che in un’altra cadono, coi petali che vanno a coprire con dolce e calda tenerezza il giaciglio dove riposano le amate spoglie.

Piantine che l’anno successivo daranno altri fiori, in una perenne alternanza fra sguardi che mantengono saldo il legame con chi non c’è più e sguardi proiettati al futuro, un futuro di vuoti incolmabili ma anche di cose da costruire.


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